martedì 11 maggio 2021

Sigaretta elettronica. Il peso della mala-informazione ...

sigaretta elettronica mala-informazione
Se ci si ostina nell'intento di contrastare la riduzione del danno, non riconoscendola, cercando di offuscarla con informazioni di dubbia credibilità, il risultato sarà uno solo. Il fumo continuerà a mietere vittime ...
Trovo assurda la continua speculazione che orbita intorno alla salute. Eppure è una realtà con la quale bisogna convivere. Convivere non significa per forza di cose accettare. Una dimostrazione del mio rifiuto la paleso oggi in questo post. La parte "divertente" è che mi servirò di uno studio per dimostrare quanto la mala-informazione abbia conseguenze negative sulla salute pubblica.
Abbiamo visto in questi giorni esplodere la notizia che accusava la sigaretta elettronica di essere causa di sterilità, sia maschile che femminile. Peccato che giungendo alla fonte il tutto assumeva un aspetto differente rispetto a quanto i media raccontavano. Per portare a casa la pagnotta si calpesta tutto, lo si divora. Un pò come le cavallette ...
Per dare peso a quanto sto per descrivere dovrò servirmi di uno studio, appoggiarmi ad una "voce" autorevole, in quanto oggigiorno tutte le tesi devono essere concretizzate, anche se si cade nell'ovvio. Dimostriamo allora che l'acqua è bagnata ...

Il peso della mala-informazione. Lo studio ...

Lo studio va in controtendenza rispetto a quanto sostengono gli attivisti anti-vaping quali il Prof. Stenton Glantz, ovvero che la sigaretta elettronica è un potenziale gateway (o porta) verso il fumo. E' infatti dimostrato che gli utilizzatori duali convinti dell'alto grado di riduzione del danno hanno buone probabilità di abbandonare completamente il tabacco combusto nell'arco di un'anno. Queste infatti le conclusioni :
" ... gli utenti adulti statunitensi duali di sigarette elettroniche e sigarette che percepiscono le sigarette elettroniche come meno dannose delle sigarette sembrano avere maggiori probabilità di passare all'uso esclusivo di sigarette elettroniche, più probabilità di rimanere doppi utenti e meno probabilità di passare a sigarette esclusive dopo 1 anno ... "

Il peso della mala-informazione. In conclusione

Il punto è focalizzare chi condiziona il fumatore pentito. Rischiando di essere logorroico riprendo l'esempio più recente. La notizia del pericolo di sterilità per chi utilizza la e-cig. Una fakenews, una mezza notizia che in poche ore ha coperto le pagine di testate giornalistiche più o meno accreditate.
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Cos'altro aggiungere? Nulla ...
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lunedì 10 maggio 2021

Sigaretta elettronica vs sigaretta classica. I dati non mentono ...

sigaretta elettronica vs sigaretta
Quando si cerca di dimostrare l'indimostrabile. I vapori prodotti dalla sigaretta elettronica hanno una concentrazione di sostanze tossiche decisamente inferiore rispetto al fumo di sigaretta ...
Si, parliamo di vapore. Alcuni "esperti" lo definiscono fumo ma credo più per scopi propagandistici. Ormai è noto, nella sigaretta elettronica vi è totale assenza di combustione. Questa "sottile" differenza rispetto alla classica sigaretta porta con se grossi vantaggi che oggi andremo a quantificare prendendo come spunto uno studio di recente pubblicazione.

Sigaretta elettronica vs Sigaretta classica. Cosa vedremo

Lo scopo dello studio è quello di dimostrare, riuscendoci ampiamente, i potenziali vantaggi che la sigaretta elettronica può portare a livello di apparato respiratorio, in particolare ai fumatori che soffrono di BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva).
Seppur nobile l'intento, non parleremo di questo. Prenderemo invece in esame i dati emersi dalle misure di formaldeide, acetaldeide, crotonaldeide, propionaldeide, acroleina, nitrosammine, monossido di carbonio, cotinina, metaboliti della nicotina e nicotina totale, eseguite in sedi diverse quali ALCS e LC-tandem MS (LC-MS / MS). Metteremo a confronto i vapori della e-cig con il fumo della sigaretta campione 3R4F (una sigaretta di riferimento standard, utilizzata nell'industria del tabacco e nei laboratori accademici come elemento di prova coerente e uniforme per la ricerca tossicologica per inalazione. Sviluppato dall'Università del Kentucky, Center for Tobacco Reference Products, è in uso dal 2006).

Sigaretta elettronica vs Sigaretta classica. I risultati

Ai fini dei test sono state utilizzate 3 tipologie differenti di liquido. Una base PG+VG, una base PG+VG+nicotina ed un liquido PG+VG+nicotina+aromi vaporizzati tutti in un range di temperatura variabile tra i 250°C ed i 275°C, limite piuttosto estremo compensabile automaticamente con il Controllo della Temperatura.
sigaretta elettronica vs sigaretta tossicità
I risultati riportati in tabella non lasciano ombra di dubbio. Vediamone insieme qualcuno.

Sigaretta elettronica vs Sigaretta classica : Formaldeide

Per semplificare ai minimi termini il tutto ho calcolato una media della concentrazione di formaldeide nei vapori dei 3 e-liquid confrontandola con quella presente nel fumo della sigaretta 3R4F. Quanto ho calcolato è comunque possibile eseguirlo su ognuno dei risultati servendosi della seguente relazione :
sigaretta elettronica vs sigaretta
La comparazione porta ad un -95,4% di concentrazione di formaldeide nei vapori della sigaretta elettronica rispetto a quella presente nel fumo di sigaretta.

Sigaretta elettronica vs Sigaretta classica : Acetaldeide

Per semplificare ai minimi termini il tutto ho calcolato una media della concentrazione di acetaldeide nei vapori dei 3 e-liquid confrontandola con quella presente nel fumo della sigaretta 3R4F. Quanto ho calcolato è comunque possibile eseguirlo su ognuno dei risultati servendosi della seguente relazione :
sigaretta elettronica vs sigaretta
La comparazione porta ad un -99,9% di concentrazione di acetaldeide nei vapori della sigaretta elettronica rispetto a quella presente nel fumo di sigaretta.

Sigaretta elettronica vs Sigaretta classica : Propionaldeide

Per semplificare ai minimi termini il tutto ho calcolato una media della concentrazione di propionaldeide nei vapori dei 3 e-liquid confrontandola con quella presente nel fumo della sigaretta 3R4F. Quanto ho calcolato è comunque possibile eseguirlo su ognuno dei risultati servendosi della seguente relazione :
sigaretta elettronica vs sigaretta
La comparazione porta ad un -99,8% di concentrazione di proprionaldeide nei vapori della sigaretta elettronica rispetto a quella presente nel fumo di sigaretta.

Sigaretta elettronica vs Sigaretta classica : Acroleina

Per semplificare ai minimi termini il tutto ho calcolato una media della concentrazione di acroleina nei vapori dei 3 e-liquid confrontandola con quella presente nel fumo della sigaretta 3R4F. Quanto ho calcolato è comunque possibile eseguirlo su ognuno dei risultati servendosi della seguente relazione :
sigaretta elettronica vs sigaretta
La comparazione porta ad un -100% di concentrazione di acroleina nei vapori della sigaretta elettronica rispetto a quella presente nel fumo di sigaretta.

In conclusione

Le differenze di concentrazione media che ho calcolato pur essendo empiriche aiutano a chiarire l'immensa differenza tra sigaretta elettronica e sigaretta classica. Serve aggiungere altro?
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domenica 9 maggio 2021

e-cig dannosa per la fertilità maschile e femminile. L' anti-vaping ci prova ancora ...

e-cig impotenza fertilità
Di pochi giorni fa la "sconvolgente" notizia con protagonista la sigaretta elettronica come causa di riduzione della fertilità sia maschile che femminile ...
La notizia l'ho appresa dal sito ANSA.it. La fonte, come di consueto, non è stata linkata. Tutto ciò che ANSA porta come riferimento è quanto segue:
E' quanto evidenzia Antonio La Marca, professore di ginecologia del'Università di Modena e Reggio Emilia e consulente della Clinica Eugin di Modena in uno studio pubblicato sulla rivista Human reproduction.
Seguono le dichiarazioni dei ricercatori coordinati dal Dott. La Marca.
"E' importante sfatare la falsa credenza secondo cui le sigarette elettroniche hanno un impatto sulla salute inferiore rispetto alla classica sigaretta, almeno per quel che riguarda la riproduzione umana"
"Il nostro studio mostra anche che i liquidi per sigarette elettroniche influenzano la ricettività e la vitalità dell'endometrio, riducendo l'espressione dei geni dei marcatori dell'impianto embrionario e causando la morte cellulare, con un effetto ancora più marcato rispetto a quello indotto dai metaboliti della nicotina".
Raccolte queste poche informazioni, allarmato riguardo quanto letto, corro sul sito della rivista Human reproduction a cercare lo studio rivelatore. Tutto quello che trovo, è una relazione del Dott. La Marca datata 19 giugno 2020.
La prima osservazione nasce spontanea. Un anno circa per parlarne, vista la gravità con la quale lo scenario è stato presentato? Ne consegue subito una seconda. La "notizia" emerge proprio in concomitanza del rilascio della relazione dello SCHEER?
Passiamo allo studio. Tre sono i punti che mi hanno fatto comprendere che quanto dichiarato dal Dott. La Marca ed il suo team nell'articolo del sito ANSA non corrispondesse esattamente a quanto compare nel loro studio. Li riporto in sintesi :
1) "Gli utenti di sigarette elettroniche e marijuana erano spesso anche fumatori di sigarette".
2) "Non possiamo escludere che i nostri risultati possano essere influenzati da confondimento residuo da fattori comportamentali non considerati".
3) "Il numero di utenti giornalieri di sigarette elettroniche era limitato e i risultati dovrebbero essere replicati in altri studi".
Riassumendo :
1) Un alto numero di utenti duali (utilizzatori sia di e-cig che di sigarette tradizionali) che non è chiaramente quantificato in rapporto al totale degli utilizzatori di sigaretta elettronica.
2) I risultati potrebbero essere stati condizionati da fattori esterni dei quali non si è tenuto presente.
3) Gli utilizzatori di sigaretta elettronica erano un numero limitato tanto da ammettere la necessità di replicare i risultati ottenuti con altri studi per avere garanzia di ciò che si andrà ad affermare.
L'unica certezza che ho riscontrato leggendo lo studio è che il fumo di tabacco causa un alto rischio di problemi di fertilità. Una conferma insomma ...
Le dichiarazioni rilasciate successivamente ai media pare facciano "un tantino" acqua o siano quantomeno premature ...
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venerdì 7 maggio 2021

Sigaretta elettronica. 6,3 milioni di ex fumatori alla fine del primo trimestre 2021

smettere di fumare sigaretta elettronica
La sigaretta elettronica è un valido aiuto nel percorso verso la totale disassuefazione dal fumo di sigaretta. Il report di Altria Group conferma questa importante tendenza.

Chi è Altria Group

Verrebbe spontaneo dire "Strano ma vero ...". Altria Group Inc. non è altro che Philip Morris Companies Inc., uno dei più grandi gruppi al mondo in settori quali gli alimenti, il tabacco e bibite, fondato nel 1847 con sede nella Contea di Henrico, in Virginia.

La e-cig "miete" ex fumatori

Il report di Altria Group Inc. sembra non lasciare dubbi. La sigaretta elettronica sta aiutando milioni di persone ad abbandonare definitivamente il fumo di sigaretta.
e-cig Altria smoke cessation
A Marzo 2021 6,3 milioni di vapers hanno dato un taglio netto al vizio del fumo grazie alla e-cig.
Ciò implica un sacco di vite salvate e potenziali (gravi) rischi per la salute evitati grazie al vaping!

Il vaping è realtà

Ormai il vaping è realtà. Le potenzialità della sigaretta elettronica sono enormi e vi sono sempre più conferme. Concludo "rubando" una frase del noto influencer, DJ Furlotti : "La sigaretta elettronica è il futuro ed il futuro non lo si può fermare".
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martedì 4 maggio 2021

SCHEER. Deputati dell'UE perplessi dal rapporto sulle sigarette elettroniche

ecig scheer eucancerplan
I deputati hanno espresso una reazione mista ai risultati del Comitato Scientifico della Commissione Europea per la Salute, l'Ambiente e i Rischi Emergenti (SCHEER) che ha rilasciato il suo parere finale sulle sigarette elettroniche.
Il Comitato ha dichiarato di aver preso in esame le più recenti informazioni "scientifiche" e "tecniche" per stilare la versione conclusiva della relazione riguardo la sigaretta elettronica.

I punti salienti del rapporto SCHEER

SCHEER nel suo rapporto sostiene l'impatto per la salute della sigaretta elettronica moderato, come anche non vi siano prove ad oggi che gli aromi in commercio nell'Unione Europea possano creare impatti sulla salute degli utilizzatori a seguito di esposizioni ripetute.
Il punto quindi dove sarebbe?
Attrattiva e dipendenza. Non essendo reperibili oggi dati scientifici validi a sfavore della sigaretta elettronica, lo SCHEER nel rapporto sostiene che la nicotina presente nei liquidi causa dipendenza, legando l'ex fumatore ad un altro potenziale vizio e che gli aromi contribuiscono come attrattiva verso lo strumento.

Rapporto SCHEER. Obiettivo centrato?

L'obiettivo è stato centrato? No a quanto pare ... A SCHEER è stato chiesto di concentrarsi solo sugli impatti sulla salute delle sigarette elettroniche, rispetto al non fumare.
Tralasciando la disamina di ogni singolo studio sul quale SCHEER si è basato per redare la versione definitiva del documento, due le falle :
  • L'obiettivo
  • Le fonti scientifiche
L'obiettivo dovrebbe concentrarsi su un confronto in termini di rischio tra fumo tradizionale e vapori della sigaretta elettronica. Il tema è la riduzione del danno, non l'annullamento ...
Le fonti scientifiche provengono in maggioranza dagli Stati Uniti, dove la situazione vaping è distante da quella europea. Difficile comprendere come SCHEER si sia lasciato sfuggire la quantità di studi che li sono stati recapitati in occasione della consultazione della versione preliminare del rapporto scaduta lo scorso Dicembre.
Dichiara Aldo Patriciello, eurodeputato del Gruppo PPE :
" Trovo profondamente preoccupante il fatto che le prove scientifiche provenienti da SCHEER sulle sigarette elettroniche possano essere così completamente diverse dagli studi che abbiamo visto uscire in tutta Europa, e chiedo alla Commissione di spiegare come gli scienziati sono giunti alla loro conclusione e perché vengono utilizzati studi degli Stati Uniti per analizzare un potenziale problema di salute in Europa. "
Lo scopo principe della sigaretta elettronica, la riduzione del danno, completamente ignorato. Riferimenti a studi che poco hanno a che vedere con il panorama europeo. Davanti a tutto questo è difficile non rimanere perplessi e porsi delle domande. Anzi una ... Dove cadono i reali interessi?
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venerdì 30 aprile 2021

Sigaretta elettronica. SCHEER. Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire

ecig scheer eu cancer plan
SCHEER ha rilasciato un aggiornamento riguardo il parere sui sistemi a rischio ridotto. Dure le critiche che arrivano dalla World Vapers' Alliance e da IEVA.
Un breve post per accodare anche il mio spazio alle critiche mosse da associazioni e movimenti riguardo l'opinione finale di SCHEERComitato Scientifico per i rischi sanitari e ambientali che fornisce consulenza alla Commissione Europea su questioni relative ai prodotti di consumo sui sistemi ENDS (Electronic Nicotine Delivery Systems), dedicati alla riduzione dei rischi correlati al fumo.
Leggendo l'ultimo aggiornamento pare le posizioni di SCHEER non siano mutate, nonostante le critiche mosse e gli studi presentati in occasione dell'ultima consultazione che aveva scadenza alla fine di Dicembre 2020.
Dustin Dahlmann, presidente di IEVA, ha dichiarato :
“ Il comitato SCHEER non è riuscito a presentare i dati scientifici sullo svapo in modo completo ed equilibrato. Il risultato è un rapporto che è poco più di una serie di asserzioni predeterminate prive di fondamento. Un'altra opportunità per educare i fumatori disposti a passare ad alternative meno dannose è stata sprecata e questo da solo ha gravi implicazioni per la salute pubblica. Esortiamo i responsabili delle decisioni a Bruxelles a integrare la riduzione del danno nella loro strategia generale. "
Di simil parere anche Michael Landl, direttore della World Vapers' Alliance :
" Questo rapporto è una tragedia per la salute pubblica e avrà conseguenze disastrose sia per i fumatori che per i vapers. "
In sostanza il rapporto manca tutt'oggi di alcuni elementi fondamentali evidenziati nei commenti appena citati, tra i quali il più rilevante e grave, è la totale assenza di una comparazione tra i sistemi ENDS ed i prodotti a tabacco combusto. Ricordiamo il tema in questione essere la riduzione del danno, non l'annullamento. Una tale mancanza appare quasi voluta, vista la presenza di parecchie evidenze scientifiche ...
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martedì 27 aprile 2021

Sigaretta elettronica. Al 95% meno dannosa del fumo di tabacco?

sigaretta elettronica studi
I vapori della sigaretta elettronica sono statisticamente al 95% meno nocivi rispetto al fumo di tabacco.
Sono incappato nell'ennesimo articolo anti-vaping, con autore il noto Prof. Stanton Glantz.
Lasciando perdere i pregiudizi personali, ho scelto di leggere l'articolo per intero ed analizzare, in particolare, una delle fonti.
L'articolo volge una critica, apparentemente sana, ad un recente studio dove JUULLa Juul Labs è una marca statunitense di sigarette elettroniche fondata nel 2015 e facente parte della Pax Labs dal 2017. sostiene la ridotta nocività della sigaretta elettronica rispetto alle tradizionali sigarette.
Il Prof. Glantz critica non tanto il modello matematico su cui JUUL si basa quanto la bontà dei dati a cui fa fede. Legittimo se, a prova di quanto sostenuto, portasse anch'egli riscontri tangibili ...

I dati utilizzati nel modello

Viene contestato il fatto che il modello matematico si basi su un gruppo di dati che associano il 5% di potenziale danno della e-cig rispetto al 100% del tradizionale fumo di tabacco. Nel suo articolo, Glantz, sostiene non sia vero.

Uno studio che smentisce la ridotta nocività della sigaretta elettronica?

A dimostrazione di questa tesi Glantz presenta uno studio che dovrebbe sfatare il "mito" del fattore di rischio ridotto per la e-cig al 5%. Leggendo anche sommariamente l'articolo, perché di questo sarebbe corretto parlare, ci si renderà presto conto di quanto il contenuto sia puramente propagandistico e scarsamente scientifico.

Il sistema sigaretta elettronica

La tesi si basa sul fatto che la e-cig utilizzata a suo tempo per definire la percentuale media di riduzione dei rischi rispetto al fumo di tabacco non sia comparabile ai sistemi moderni. Vengono indicate informazioni di massima riguardo gli alti wattaggi, i sali di nicotina e la concentrazione di quest'ultima nelle cartucce di liquido, prendendo come riferimento il mercato americano.
Ciò che si ricava leggendo l'articolo pare una "cozzaglia" di informazioni disposta ad arte per alimentare la propaganda anti-vaping. Infatti, per dimostrare certe tesi, andrebbe analizzare la sigaretta elettronica non tanto per massime, dati poco attendibili o poco chiari quanto come sistema. Si, perché di questo si parla, di un sistema ...
La sigaretta elettronica è un sistema che prevede un bilancio energetico ed è intorno a questo che si dovrebbe ragionare. Sostenere che 200 W di potenza siano troppi come anche 60 mg/ml di nicotina, soltanto perché i numeri sembrano "grandi", è sbagliato. 200 W di potenza possono essere eccessivi, se non addirittura proibitivi, quando il device prevede scarsi spazi nella camera di vaporizzazione ed un limitato flusso d'aria. Possono essere troppi quando la composizione del liquido eccede verso le componenti più volatili come il glicole propilenico. Ma se al contrario, il device prevede una camera di vaporizzazione ampia, un flusso di aria sufficiente da evitare surriscaldamenti oltre limite e una composizione del liquido da inalazione sbilanciato verso la componente meno volatile, il glicerolo vegetale, si potrebbe scoprire che 200 W di potenza il rischio maggiore che possono creare è legato alla parte elettrica del sistema, ovvero la corrente. Infatti è buona norma utilizzare per sistemi così detti "spinti", box mod con circuito e protezioni adeguate, presenti in larga scala oggi sul mercato.
Ciò che va evitato è l'ebollizione dell'intera miscela liquida, non la sua evaporazione. Questa è la ragione per la quale, a fronte di "alte" potenze si tende, come già detto, a sbilanciare la miscela liquida verso la componente meno volatile ed utilizzare sistemi come quelli appena descritti. E' probabile lo "studio" a cui Glantz fa riferimento, confonda "le pere con le mele".
Per quanto riguarda la nicotina andrebbe innanzi tutto rapportarla al sistema. Prendendo come riferimento il limite europeo dei 20 mg/ml, potrebbe essere un dosaggio ancora ragionevole se si ha a che fare con sistemi come le podmod di JUUL. Sarà sicuramente ridotto ai minimi termini, se non completamente assente, nei casi quali il sistema preso come esempio poco fa, spinto a 200 W di potenza. Ciò che interessa è come la sostanza è assorbita dal corpo ed entro quale limite. Ricordiamo la nicotina essere tra le componenti meno dannose delle 6000 sostanze chimiche presenti nel fumo di sigaretta, seppure una delle principali cause di dipendenza. Che si parli di nicotina freebase o di sali di nicotina, se assunti in modo consono al proprio organismo, diventano potenti alleati che facilitano il percorso verso il totale abbandono del fumo tradizionale. Questa è una delle ragioni per le quali, quando mi viene chiesto, consiglio sempre un consulto / affiancamento con il proprio medico di famiglia.

In conclusione

Terrei fare presente al Prof. Glantz che l'output di un modello matematico sono dati statistici. Ciò che lo studio JUUL afferma è una media statistica che si basa su dati tangibili a mio avviso. Oggigiorno studi che confermano la media del 95% di riduzione del rischio ce ne sono parecchi. Fatti forse su campioni di popolazione ridotti ma il numero è comunque in significativa crescita. Perché non mettere a disposizione il proprio sapere e sforzi in favore della salute pubblica piuttosto che combatterla? Questo è l'assurdo che vedo e, davanti a questo assurdo, riesco a darmi soltanto una risposta ...
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