lunedì 2 agosto 2021

WHO report on the global tobacco epidemic. Proviamo a rispondere ...

WHO report 8 on global tobacco epidemic
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) parte nuovamente all'attacco con l'ottavo "Report on the global tobacco epidemic", indentificando sistemi alternativi di ultima generazione, quali la sigaretta elettronica, come fonte di danno e minaccia per future dipendenze.
Per qualsiasi dettaglio riguardo l'ottavo report on the global tobacco epidemic consiglio l'interessante articolo del blog fumonegliocchi.it. L'obiettivo qui è invece discutere riguardo alcuni dei punti salienti del report, in quanto oggetto di forti e meritatissime critiche.

La nicotina crea una forte dipendenza

Falso! Nei comuni prodotti a tabacco combusto quali le sigarette, sono presenti additivi che accentuano l'effetto della nicotina sull'organismo, quindi la dipendenza dalla stessa sostanza. Vediamone alcuni :
  • L'acetone : aumenta l'effetto di dipendenza della nicotina. La quantità di acetone presente nel filtro di una sigaretta fumata è pari per alcune marche a quella utilizzata per rimuovere lo smalto per unghie.
  • L'ammoniaca e l'urea : accelerano e prolungano l'effetto della nicotina. L'ammoniaca ha effetti irritanti sulla pelle umida e sulle mucose e danneggia i polmoni.
Nel fumo di sigaretta si trovano fino a 4800 sostanze chimiche (derivati della combustione); gli additivi in particolare si trasformano in nuovi composti, causa in parte di effetti cancerogeni ed in parte di dipendenza (fonte : www.coolandclean.ch).
L'affermazione corretta sarebbe quindi dire che la nicotina crea dipendenza. Se non trattata come nel caso delle comuni sigarette, sicuramente in modo meno marcato. A dimostrazione lo studio condotto Dott. Nicky Rycroft, vicedirettore della divisione di psicologia presso la School of Applied Sciences e membro del Center for Addictive Behaviors Research presso LSBU.
La parte conclusiva dello studio riporta che :
"Se le sigarette elettroniche non causassero alcuna dipendenza, è improbabile che i fumatori passerebbero con successo dall'uso del tabacco allo svapo".
Ed aggiunge inoltre :
"Se viene offerta una scelta di denaro o l'accesso ai loro prodotti, i fumatori sceglieranno sempre le sigarette, mentre in determinate circostanze i vapers a volte sceglieranno il denaro. Dato che la tossicodipendenza è caratterizzata dal fare tutto il necessario per accedere alla sostanza, questi risultati suggeriscono che lo svapo crea meno dipendenza del fumo".

I sistemi di somministrazione elettronica di nicotina sono dannosi e devono essere regolamentati meglio

Affermazione a mio avviso volutamente mal posta, che comunque riporta una verità. Non è mai stato negato il potenziale danno che tali sistemi possono recare all'organismo. Ma la prima domanda che ci si dovrebbe porre è "quanto" ...
A tale proposito rimando ad un recente studio, oggetto di un precedente post, dove vengono analizzati e confrontati biomarcatori di infiammazione e stress ossidativo tra gruppi di fumatori, di non fumatori e di vapers. Di seguito l'estratto della parte conclusiva :
"Gli utenti esclusivi di sigarette elettroniche hanno concentrazioni di biomarcatori simili a quelle degli ex fumatori che attualmente non usano tabacco e inferiori a quelle dei fumatori esclusivi di sigarette".
A completamento di quanto affermato finora le analisi commissionate da La Tabaccheria (tra i principali produttori italiani di aromi estratti dal tabacco) al gruppo Maurizi, una delle principali realtà italiane nel campo della consulenza per la Sicurezza Alimentare, Ambientale e sul Lavoro.
Una chiara dimostrazione di trasparenza e sensibilizzazione verso il tema della riduzione del danno.

Non perdiamo altro tempo ...

Il rapporto dell'OMS pare raccogliere un insieme di affermazioni prive di fondamento ed ambigua veridicità. Come già accaduto con il rapporto dello SCHEER, che la Commissione Europea presenterà come elemento di discussione del piano anti-cancro e della nuova versione della TPD in parlamento, risulta carente di fondamenti scientifici aggiornati alla base. In particolar modo trascura anch'esso l'elemento cardine per uno "smoke free world" (un mondo libero dal fumo), l'alternativa. Restrizioni troppo severe, proibizioni, portano ad oggi ancora 8.000.000 di vittime all'anno nel mondo per complicazioni derivanti dal fumo. La riduzione dei rischi fumo correlati dovrebbe essere il fulcro. Spostare un mercato come quello del tabacco combusto verso soluzioni alternative a danno ridotto richiede grandi sforzi, comprensibile; continuare a "giocare" però con la salute pubblica può comportare conseguenze ben peggiori se paragonate ai soli interessi economici.
VIDEO SUGGERITI
CONDIVIDI IL POST

LEGGI ANCHE ...


0 commenti:

Posta un commento

Fammi sapere cosa ne pensi !