venerdì 6 agosto 2021

Sigaretta elettronica. La standardizzazione può essere la soluzione?

Innovazione, ricerca continua. Spesso però ci si lamenta che mancano gli standard ...

Cosa stiamo paragonando?

In generale il confronto viene fatto tra il processo di combustione di un solido, proprio dei prodotti a tabacco combusto quali la classica sigaretta, ed il processo di evaporazione di una miscela liquida che caratterizza il principio su cui si basa la sigaretta elettronica. Brevemente si intende.

Combustione

E' una reazione chiminca esotermica (che produce energia rilasciata sotto forma di calore), che avviene dall'ossidazione di una sostanza detta combustibile, da parte di un'altra sostanza, detta comburente (fonte : www.treccani.it).
Più in generale, è una reazione così violenta da consentire direttamente il passaggio dallo stato solido a quello gassoso.
Nel processo di combustione del tabacco, alcune sostanze bruciano completamente, altre passano inalterate, altre ancora vengono modificate più o meno profondamente dal calore determinando la formazione di centinaia di composti volatili. Per i più curiosi lascio l'elenco aggiornato della US Food & Drug Admistration (FDA).

Evaporazione

Nel caso della sigaretta elettronica si parla di evaporazione di una miscela liquida, composta da più elementi. Nel caso specifico :
  1. Glicole Propilenico di grado farmaceutico
  2. Glicerolo Vegetale di grado farmaceutico
  3. Eventuale acqua bidistillata
  4. Aromi naturali derivati o sintetizzati
  5. Eventuale nicotina
Le componenti che influenzano maggiormente il punto di ebollizione della miscela sono i primi tre. Il glicole propilenico ed il glicerolo vegetale in particolare, presentano punti di ebollizione tra loro distanti. Il primo bolle ad una temperatura pari a 188 °C ad una atmosfera di pressione mentre il secondo, a parità di pressione, presenta una temperatura di ebollizione pari a 290 °C. Per bilanciare la miscela, ovvero portare la sua temperatura di ebollizione vicina a quella del componente più leggero (il glicole propilenico), è sufficiente una piccola percentuale di acqua bidistillata.
sigaretta elettronica evaporazione liquido
La tabella di esempio illustra come il solo 10% di acqua bidistillata avvicini il punto di ebollizione della miscela acqua + glicerolo al punto di ebollizione del glicole propilenico e come allontani, nel caso della miscela acqua + glicole, il punto di ebollizione della miscela da quello del glicole propilenico.
La premessa è dovuta perché sostenere che l' intera miscela evapori può confondere. Infatti ciò che va evitato è l'ebollizione dell'intera miscela, in quanto il glicole propilenico, più supererà il proprio punto di ebollizione e maggiormente degraderà, dando origine a crescente concentrazione di sottoprodotti quali la formaldeide. Il glicerolo vegetale, nell'intorno dei 230 °C, raggiunge il punto di fumo, superato il quale darà anch'esso origine a sottoprodotti quali l'acroleina. Come nel caso del glicole, la concentrazione dei sottoprodotti aumenterà più ci si allontanerà da tale punto.
Il vantaggio dell'evaporazione di una miscela rispetto alla combustione di un corpo solido, è che non essendo un processo "violento" è meglio gestito. Si avrà una minore presenza di sottoprodotti ed un degrado più lento dei componenti, quindi più semplice da controllare.

Stiamo confrontando le mele con le patate?

Ebbene credo fermamente di SI! Soltanto quanto appena descritto, anche se in modo molto semplificato, dovrebbe lasciare intuire l'ampio margine a livello di sostanze dannose per l'organismo che vige tra il fumo di sigaretta ed il vapore della sigaretta elettronica.
Prendendo come esempio la formaldeide, è presente sia nel fumo di sigaretta che nel vapore della sigaretta elettronica. Ma la concentrazione della sostanza nel secondo caso è quasi comparabile a quella presente nell'ambiente che ci circonda in questo istante, salvo casi limite di utilizzo improprio del device. Suggerisco un post pubblicato in passato per chi necessitasse approfondimenti.

A cosa servono allora gli studi?

Lo scopo degli studi riguardo il tema della riduzione del danno è molteplice. Sono necessari come conferma di una tesi; servono nell'ottica di un continuo miglioramento e, non per ultimo, a contrastare l'onda di disinformazione che ruota intorno al tema stesso.
A tale proposito il CoEHAR (Centro di Eccellenza Internazionale per la Ricerca sulla Riduzione del Danno da Fumo), opera seguendo la linea appena descritta. La ricerca continua che sta conducendo pare permetterà metodi di analisi sempre più accurati per consentire la verifica e rilevazione periodica dell'ampio divario di cui abbiamo parlato fino ad ora. In particolare l'ultimo studio condotto, oltre indicare ancora una volta la sigaretta elettronica come strumento meno dannoso, suggerisce diversi test di laboratorio in alternativa od affiancati a quelli tradizionali, nell'ottica di riscontri più accurati.

Standardizzare la sigaretta elettronica

Vedo la standardizzazione come una semplificazione. Dove può portare vantaggi? Sicuramente nell'ambito della ricerca, in quanto si avrebbe sempre meno a che fare con un mercato variegato come quello attuale, come anche alle multinazionali, in particolar modo quelle del tabacco, che avrebbero la strada spianata ed entrerebbero "a gamba tesa" sul mercato, prendendone le redini. Un vantaggio? No, a mio avviso. Perché? Rinfreschiamoci tutti la memoria con questo breve documentario ...
Come potremmo affidarci totalmente a chi fino a non più di qualche decennio fa divulgava "fandonie" riguardo i potenziali danni che il proprio prodotto poteva causare all'organismo? Comprensibile la difesa del proprio business, ma se oggi ci troviamo a dover parlare di riduzione del danno e faticare ad abbandonare la cultura del "fumare fa figo", che porta ancora all'attivo 8.000.000 di vittime all'anno nel mondo, è soprattutto grazie alle stesse compagnie che ora si propongono come "paladine della buona salute" con i riscaldatori di tabacco o farmaci dai "miracolosi prodigi".

Normare assolutamente! Ma prima il buon senso ...

Delle chiare normative le ritengo sacrosante. Sarebbe sciocco vedere il "male" soltanto presente da un lato. Non nascondo il dubbio che i "paladini della buona salute" si nascondano da entrambe le schiere. Come è anche vero però vi sono parecchie aziende di settore che hanno concentrato e stanno concentrando le loro risorse, il loro business sul tema della riduzione del danno.
Ciò che non mi spiego è dove risieda la reale difficoltà nell'applicare concetti basilari; comprendere che il sistema chiuso può essere una soluzione per molti ma non per tutti. Il mercato, le innovazioni, non sono nate grazie ai sistemi chiusi. Se ci si fosse basati soltanto su queste tecnologie saremmo ancora a quei dispositivi di dubbia validità ed aiuto che erano venduti come prodotti da banco nelle farmacie o dai tabaccai ... Quante persone smisero di fumare con quei prodotti? Quante sono oggi invece le persone che hanno sostituito un vizio devastante con uno molto meno dannoso? Circa 98.000.000. Un numero ancora irrosorio, sull'intera popolazione mondiale, ma in significativa crescita se paragonato alla precedente stima che parlava di 70.000.000 di utenti.
Nel 2021 ritengo assurdo non riuscire a definire limiti di batteria e linee guida soprattutto, per un utilizzo ottimale del sistema sigaretta elettronica. Si, stiamo parlando, e lo ribadisco ancora una volta, di un sistema! Concentrare le risorse su un qualcosa di così innovativo e nel contempo semplice, non credo dovrebbe comportare grosse difficoltà ne sacrifici. La fisica e la chimica su cui è basato dovrebbero essere chiare a tutti gli uomini di scienza ed agli addetti al settore. Riusciamo a contare gli esopianeti e non riusciamo a definire delle chiare linee guida per l'utilizzo corretto di un dispositivo così semplice alla base? ASSURDO!
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