martedì 17 agosto 2021

Svapo in controllo della temperatura. Giochiamo con i nostri liquidi

Un metodo alternativo per verificare con maggiore accuratezza la bontà delle nostre build realizzate per svapare in controllo della temperatura.

Prima due parole

Il controllo della temperatura è una opzione ormai presente nella maggior parte delle box in commercio dotate di circuito. Alcune di queste presentano ancora evidenti lacune in merito ed è sempre saggio, prima di avventurarsi, sincerarsi del corretto funzionamento. A tale proposito consiglio canali Youtube quali il mio o se si cercano maggiori dettagli sui prodotti, il canale del Principato dello Svapo. A differenza di quanto potete trovare proposto nelle mie playlist dedicate, più accentrate alla teoria e test pratici, i video del suo canale sono spesso concentrati sulla accurata e competente "vivisezione" dei devices, quindi assolutamente stra-consigliato!

Svapo in controllo della temperatura. Cosa ho combinato?

Quando un tema mi appassiona cerco sempre di approfondirlo e talvolta andare oltre. E' ormai un annetto buono che mi dedico allo svapo in TC, ed apprese le nozioni fondamentali senza troppa fatica, vuoi anche per la mia formazione professionale, ho cercato di andare al di là di quanto sapientemente trasmesso e divenuto riferimento per tutti. Parlo dei test canonici che "i più anziani" hanno trasmesso a noi novizi.
Servendomi del prezioso aiuto di qualche amico/collega di formazione chimica, sviluppando "qualche equazione", sono riuscito a ricavare le temperature di inizio ebollizione delle miscele che caratterizzano i liquidi da svapo, partendo dalle seguenti ipotesi :
  1. Non siamo in condizioni di miscele azeotropiche.
  2. La nicotina, viste le basse concentrazioni, non varia sensibilmente la temperatura di ebollizione della miscela.
  3. L'aroma, viste le concentrazioni medie consigliate ed ipotetiche caratteristiche, non varia la temperatura di ebollizione della miscela.
Unendo "qualche fondamento di chimica" (materia a me non proprio familiare. Grazie colleghi!) e le ipotesi appena citate, si giunge alla conclusione che a condizionare maggiormente la temperatura di ebollizione dell'e-liquid, sono i componenti principali, non solo per le concentrazioni mediamente più elevate ma anche per le loro proprietà.
Sto parlando di :
  • Glicole Propilenico (PG boiling point 188 °C a pressione atmosferica)
  • Glicerolo Vegetale (VG boiling point 290 °C a pressione atmosferica)
  • Acqua bidistillata (AD boiling point 100 °C a pressione atmosferica)
Questo mi ha permesso di ricavare la tabella con le temperature di ebollizione, in funzione delle variazioni di composizione della base, che potete trovare rappresentata di seguito, oppure scaricare andando nel primo commento o descrizione del mio ultimo video.
temperature ebollizione liquidi sigaretta elettronica

Come si usa la tabella? Come eseguire una prova?

Utilizzare la tabella è davvero semplice! E' sufficiente spostarsi sulla riga corrispondente alla composizione della base del proprio e-liquid, in termini di concentrazione (%) di PG, VG ed Acqua e segnarsi la temperatura di inizio ebollizione corrispondente (indicata come boiling point). Sul "come eseguire una prova" vi rimando al mio ultimo video. Comunque nulla di diverso rispetto ad una prova canonica con Acqua o PG.

Quali vantaggi?

Il vantaggio principale riguarda l'accuratezza. Dando per scontata la corretta composizione della base, potremo verificare la bontà della nostra build per il TC direttamente con il liquido che utilizzeremo, avvicinandoci maggiormente alla temperatura di taglio. Portando un esempio. Una canonica prova con solo Glicole Propilenico si fermerebbe intorno ai 190 °C. Se invece sostituiamo questo con un liquido preparato su base 50% PG e 50% VG, la temperatura di riferimento sarà circa 210°C.
Un altro vantaggio è la praticità. L'e-liquid è sempre con noi! Potremo quindi eseguire una prova accurata in un qualsiasi momento di svago, anche senza avere a disposizione i "boccioni" di Acqua bidistillata e PG.

Il vostro riscontro è importante!

Come già detto nel video correlato al post, invito a scaricare la tabella e fare le vostre prove. Potrete lasciarmi un feedback direttamente nei commenti del video, qui di seguito al post o contattarmi tramite email. Con il vostro contributo potrebbe in futuro uscire qualcosa di davvero interessante. Ma non anticipo nulla ...
VIDEO SUGGERITI

venerdì 6 agosto 2021

Sigaretta elettronica. La standardizzazione può essere la soluzione?

Innovazione, ricerca continua. Spesso però ci si lamenta che mancano gli standard ...

Cosa stiamo paragonando?

In generale il confronto viene fatto tra il processo di combustione di un solido, proprio dei prodotti a tabacco combusto quali la classica sigaretta, ed il processo di evaporazione di una miscela liquida che caratterizza il principio su cui si basa la sigaretta elettronica. Brevemente si intende.

Combustione

E' una reazione chiminca esotermica (che produce energia rilasciata sotto forma di calore), che avviene dall'ossidazione di una sostanza detta combustibile, da parte di un'altra sostanza, detta comburente (fonte : www.treccani.it).
Più in generale, è una reazione così violenta da consentire direttamente il passaggio dallo stato solido a quello gassoso.
Nel processo di combustione del tabacco, alcune sostanze bruciano completamente, altre passano inalterate, altre ancora vengono modificate più o meno profondamente dal calore determinando la formazione di centinaia di composti volatili. Per i più curiosi lascio l'elenco aggiornato della US Food & Drug Admistration (FDA).

Evaporazione

Nel caso della sigaretta elettronica si parla di evaporazione di una miscela liquida, composta da più elementi. Nel caso specifico :
  1. Glicole Propilenico di grado farmaceutico
  2. Glicerolo Vegetale di grado farmaceutico
  3. Eventuale acqua bidistillata
  4. Aromi naturali derivati o sintetizzati
  5. Eventuale nicotina
Le componenti che influenzano maggiormente il punto di ebollizione della miscela sono i primi tre. Il glicole propilenico ed il glicerolo vegetale in particolare, presentano punti di ebollizione tra loro distanti. Il primo bolle ad una temperatura pari a 188 °C ad una atmosfera di pressione mentre il secondo, a parità di pressione, presenta una temperatura di ebollizione pari a 290 °C. Per bilanciare la miscela, ovvero portare la sua temperatura di ebollizione vicina a quella del componente più leggero (il glicole propilenico), è sufficiente una piccola percentuale di acqua bidistillata.
sigaretta elettronica evaporazione liquido
La tabella di esempio illustra come il solo 10% di acqua bidistillata avvicini il punto di ebollizione della miscela acqua + glicerolo al punto di ebollizione del glicole propilenico e come allontani, nel caso della miscela acqua + glicole, il punto di ebollizione della miscela da quello del glicole propilenico.
La premessa è dovuta perché sostenere che l' intera miscela evapori può confondere. Infatti ciò che va evitato è l'ebollizione dell'intera miscela, in quanto il glicole propilenico, più supererà il proprio punto di ebollizione e maggiormente degraderà, dando origine a crescente concentrazione di sottoprodotti quali la formaldeide. Il glicerolo vegetale, nell'intorno dei 230 °C, raggiunge il punto di fumo, superato il quale darà anch'esso origine a sottoprodotti quali l'acroleina. Come nel caso del glicole, la concentrazione dei sottoprodotti aumenterà più ci si allontanerà da tale punto.
Il vantaggio dell'evaporazione di una miscela rispetto alla combustione di un corpo solido, è che non essendo un processo "violento" è meglio gestito. Si avrà una minore presenza di sottoprodotti ed un degrado più lento dei componenti, quindi più semplice da controllare.

Stiamo confrontando le mele con le patate?

Ebbene credo fermamente di SI! Soltanto quanto appena descritto, anche se in modo molto semplificato, dovrebbe lasciare intuire l'ampio margine a livello di sostanze dannose per l'organismo che vige tra il fumo di sigaretta ed il vapore della sigaretta elettronica.
Prendendo come esempio la formaldeide, è presente sia nel fumo di sigaretta che nel vapore della sigaretta elettronica. Ma la concentrazione della sostanza nel secondo caso è quasi comparabile a quella presente nell'ambiente che ci circonda in questo istante, salvo casi limite di utilizzo improprio del device. Suggerisco un post pubblicato in passato per chi necessitasse approfondimenti.

A cosa servono allora gli studi?

Lo scopo degli studi riguardo il tema della riduzione del danno è molteplice. Sono necessari come conferma di una tesi; servono nell'ottica di un continuo miglioramento e, non per ultimo, a contrastare l'onda di disinformazione che ruota intorno al tema stesso.
A tale proposito il CoEHAR (Centro di Eccellenza Internazionale per la Ricerca sulla Riduzione del Danno da Fumo), opera seguendo la linea appena descritta. La ricerca continua che sta conducendo pare permetterà metodi di analisi sempre più accurati per consentire la verifica e rilevazione periodica dell'ampio divario di cui abbiamo parlato fino ad ora. In particolare l'ultimo studio condotto, oltre indicare ancora una volta la sigaretta elettronica come strumento meno dannoso, suggerisce diversi test di laboratorio in alternativa od affiancati a quelli tradizionali, nell'ottica di riscontri più accurati.

Standardizzare la sigaretta elettronica

Vedo la standardizzazione come una semplificazione. Dove può portare vantaggi? Sicuramente nell'ambito della ricerca, in quanto si avrebbe sempre meno a che fare con un mercato variegato come quello attuale, come anche alle multinazionali, in particolar modo quelle del tabacco, che avrebbero la strada spianata ed entrerebbero "a gamba tesa" sul mercato, prendendone le redini. Un vantaggio? No, a mio avviso. Perché? Rinfreschiamoci tutti la memoria con questo breve documentario ...
Come potremmo affidarci totalmente a chi fino a non più di qualche decennio fa divulgava "fandonie" riguardo i potenziali danni che il proprio prodotto poteva causare all'organismo? Comprensibile la difesa del proprio business, ma se oggi ci troviamo a dover parlare di riduzione del danno e faticare ad abbandonare la cultura del "fumare fa figo", che porta ancora all'attivo 8.000.000 di vittime all'anno nel mondo, è soprattutto grazie alle stesse compagnie che ora si propongono come "paladine della buona salute" con i riscaldatori di tabacco o farmaci dai "miracolosi prodigi".

Normare assolutamente! Ma prima il buon senso ...

Delle chiare normative le ritengo sacrosante. Sarebbe sciocco vedere il "male" soltanto presente da un lato. Non nascondo il dubbio che i "paladini della buona salute" si nascondano da entrambe le schiere. Come è anche vero però vi sono parecchie aziende di settore che hanno concentrato e stanno concentrando le loro risorse, il loro business sul tema della riduzione del danno.
Ciò che non mi spiego è dove risieda la reale difficoltà nell'applicare concetti basilari; comprendere che il sistema chiuso può essere una soluzione per molti ma non per tutti. Il mercato, le innovazioni, non sono nate grazie ai sistemi chiusi. Se ci si fosse basati soltanto su queste tecnologie saremmo ancora a quei dispositivi di dubbia validità ed aiuto che erano venduti come prodotti da banco nelle farmacie o dai tabaccai ... Quante persone smisero di fumare con quei prodotti? Quante sono oggi invece le persone che hanno sostituito un vizio devastante con uno molto meno dannoso? Circa 98.000.000. Un numero ancora irrosorio, sull'intera popolazione mondiale, ma in significativa crescita se paragonato alla precedente stima che parlava di 70.000.000 di utenti.
Nel 2021 ritengo assurdo non riuscire a definire limiti di batteria e linee guida soprattutto, per un utilizzo ottimale del sistema sigaretta elettronica. Si, stiamo parlando, e lo ribadisco ancora una volta, di un sistema! Concentrare le risorse su un qualcosa di così innovativo e nel contempo semplice, non credo dovrebbe comportare grosse difficoltà ne sacrifici. La fisica e la chimica su cui è basato dovrebbero essere chiare a tutti gli uomini di scienza ed agli addetti al settore. Riusciamo a contare gli esopianeti e non riusciamo a definire delle chiare linee guida per l'utilizzo corretto di un dispositivo così semplice alla base? ASSURDO!
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lunedì 2 agosto 2021

WHO report on the global tobacco epidemic. Proviamo a rispondere ...

WHO report 8 on global tobacco epidemic
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) parte nuovamente all'attacco con l'ottavo "Report on the global tobacco epidemic", indentificando sistemi alternativi di ultima generazione, quali la sigaretta elettronica, come fonte di danno e minaccia per future dipendenze.
Per qualsiasi dettaglio riguardo l'ottavo report on the global tobacco epidemic consiglio l'interessante articolo del blog fumonegliocchi.it. L'obiettivo qui è invece discutere riguardo alcuni dei punti salienti del report, in quanto oggetto di forti e meritatissime critiche.

La nicotina crea una forte dipendenza

Falso! Nei comuni prodotti a tabacco combusto quali le sigarette, sono presenti additivi che accentuano l'effetto della nicotina sull'organismo, quindi la dipendenza dalla stessa sostanza. Vediamone alcuni :
  • L'acetone : aumenta l'effetto di dipendenza della nicotina. La quantità di acetone presente nel filtro di una sigaretta fumata è pari per alcune marche a quella utilizzata per rimuovere lo smalto per unghie.
  • L'ammoniaca e l'urea : accelerano e prolungano l'effetto della nicotina. L'ammoniaca ha effetti irritanti sulla pelle umida e sulle mucose e danneggia i polmoni.
Nel fumo di sigaretta si trovano fino a 4800 sostanze chimiche (derivati della combustione); gli additivi in particolare si trasformano in nuovi composti, causa in parte di effetti cancerogeni ed in parte di dipendenza (fonte : www.coolandclean.ch).
L'affermazione corretta sarebbe quindi dire che la nicotina crea dipendenza. Se non trattata come nel caso delle comuni sigarette, sicuramente in modo meno marcato. A dimostrazione lo studio condotto Dott. Nicky Rycroft, vicedirettore della divisione di psicologia presso la School of Applied Sciences e membro del Center for Addictive Behaviors Research presso LSBU.
La parte conclusiva dello studio riporta che :
"Se le sigarette elettroniche non causassero alcuna dipendenza, è improbabile che i fumatori passerebbero con successo dall'uso del tabacco allo svapo".
Ed aggiunge inoltre :
"Se viene offerta una scelta di denaro o l'accesso ai loro prodotti, i fumatori sceglieranno sempre le sigarette, mentre in determinate circostanze i vapers a volte sceglieranno il denaro. Dato che la tossicodipendenza è caratterizzata dal fare tutto il necessario per accedere alla sostanza, questi risultati suggeriscono che lo svapo crea meno dipendenza del fumo".

I sistemi di somministrazione elettronica di nicotina sono dannosi e devono essere regolamentati meglio

Affermazione a mio avviso volutamente mal posta, che comunque riporta una verità. Non è mai stato negato il potenziale danno che tali sistemi possono recare all'organismo. Ma la prima domanda che ci si dovrebbe porre è "quanto" ...
A tale proposito rimando ad un recente studio, oggetto di un precedente post, dove vengono analizzati e confrontati biomarcatori di infiammazione e stress ossidativo tra gruppi di fumatori, di non fumatori e di vapers. Di seguito l'estratto della parte conclusiva :
"Gli utenti esclusivi di sigarette elettroniche hanno concentrazioni di biomarcatori simili a quelle degli ex fumatori che attualmente non usano tabacco e inferiori a quelle dei fumatori esclusivi di sigarette".
A completamento di quanto affermato finora le analisi commissionate da La Tabaccheria (tra i principali produttori italiani di aromi estratti dal tabacco) al gruppo Maurizi, una delle principali realtà italiane nel campo della consulenza per la Sicurezza Alimentare, Ambientale e sul Lavoro.
Una chiara dimostrazione di trasparenza e sensibilizzazione verso il tema della riduzione del danno.

Non perdiamo altro tempo ...

Il rapporto dell'OMS pare raccogliere un insieme di affermazioni prive di fondamento ed ambigua veridicità. Come già accaduto con il rapporto dello SCHEER, che la Commissione Europea presenterà come elemento di discussione del piano anti-cancro e della nuova versione della TPD in parlamento, risulta carente di fondamenti scientifici aggiornati alla base. In particolar modo trascura anch'esso l'elemento cardine per uno "smoke free world" (un mondo libero dal fumo), l'alternativa. Restrizioni troppo severe, proibizioni, portano ad oggi ancora 8.000.000 di vittime all'anno nel mondo per complicazioni derivanti dal fumo. La riduzione dei rischi fumo correlati dovrebbe essere il fulcro. Spostare un mercato come quello del tabacco combusto verso soluzioni alternative a danno ridotto richiede grandi sforzi, comprensibile; continuare a "giocare" però con la salute pubblica può comportare conseguenze ben peggiori se paragonate ai soli interessi economici.
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