venerdì 30 aprile 2021

Sigaretta elettronica. SCHEER. Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire

ecig scheer eu cancer plan
SCHEER ha rilasciato un aggiornamento riguardo il parere sui sistemi a rischio ridotto. Dure le critiche che arrivano dalla World Vapers' Alliance e da IEVA.
Un breve post per accodare anche il mio spazio alle critiche mosse da associazioni e movimenti riguardo l'opinione finale di SCHEERComitato Scientifico per i rischi sanitari e ambientali che fornisce consulenza alla Commissione Europea su questioni relative ai prodotti di consumo sui sistemi ENDS (Electronic Nicotine Delivery Systems), dedicati alla riduzione dei rischi correlati al fumo.
Leggendo l'ultimo aggiornamento pare le posizioni di SCHEER non siano mutate, nonostante le critiche mosse e gli studi presentati in occasione dell'ultima consultazione che aveva scadenza alla fine di Dicembre 2020.
Dustin Dahlmann, presidente di IEVA, ha dichiarato :
“ Il comitato SCHEER non è riuscito a presentare i dati scientifici sullo svapo in modo completo ed equilibrato. Il risultato è un rapporto che è poco più di una serie di asserzioni predeterminate prive di fondamento. Un'altra opportunità per educare i fumatori disposti a passare ad alternative meno dannose è stata sprecata e questo da solo ha gravi implicazioni per la salute pubblica. Esortiamo i responsabili delle decisioni a Bruxelles a integrare la riduzione del danno nella loro strategia generale. "
Di simil parere anche Michael Landl, direttore della World Vapers' Alliance :
" Questo rapporto è una tragedia per la salute pubblica e avrà conseguenze disastrose sia per i fumatori che per i vapers. "
In sostanza il rapporto manca tutt'oggi di alcuni elementi fondamentali evidenziati nei commenti appena citati, tra i quali il più rilevante e grave, è la totale assenza di una comparazione tra i sistemi ENDS ed i prodotti a tabacco combusto. Ricordiamo il tema in questione essere la riduzione del danno, non l'annullamento. Una tale mancanza appare quasi voluta, vista la presenza di parecchie evidenze scientifiche ...
FONTI
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martedì 27 aprile 2021

Sigaretta elettronica. Al 95% meno dannosa del fumo di tabacco?

sigaretta elettronica studi
I vapori della sigaretta elettronica sono statisticamente al 95% meno nocivi rispetto al fumo di tabacco.
Sono incappato nell'ennesimo articolo anti-vaping, con autore il noto Prof. Stanton Glantz.
Lasciando perdere i pregiudizi personali, ho scelto di leggere l'articolo per intero ed analizzare, in particolare, una delle fonti.
L'articolo volge una critica, apparentemente sana, ad un recente studio dove JUULLa Juul Labs è una marca statunitense di sigarette elettroniche fondata nel 2015 e facente parte della Pax Labs dal 2017. sostiene la ridotta nocività della sigaretta elettronica rispetto alle tradizionali sigarette.
Il Prof. Glantz critica non tanto il modello matematico su cui JUUL si basa quanto la bontà dei dati a cui fa fede. Legittimo se, a prova di quanto sostenuto, portasse anch'egli riscontri tangibili ...

I dati utilizzati nel modello

Viene contestato il fatto che il modello matematico si basi su un gruppo di dati che associano il 5% di potenziale danno della e-cig rispetto al 100% del tradizionale fumo di tabacco. Nel suo articolo, Glantz, sostiene non sia vero.

Uno studio che smentisce la ridotta nocività della sigaretta elettronica?

A dimostrazione di questa tesi Glantz presenta uno studio che dovrebbe sfatare il "mito" del fattore di rischio ridotto per la e-cig al 5%. Leggendo anche sommariamente l'articolo, perché di questo sarebbe corretto parlare, ci si renderà presto conto di quanto il contenuto sia puramente propagandistico e scarsamente scientifico.

Il sistema sigaretta elettronica

La tesi si basa sul fatto che la e-cig utilizzata a suo tempo per definire la percentuale media di riduzione dei rischi rispetto al fumo di tabacco non sia comparabile ai sistemi moderni. Vengono indicate informazioni di massima riguardo gli alti wattaggi, i sali di nicotina e la concentrazione di quest'ultima nelle cartucce di liquido, prendendo come riferimento il mercato americano.
Ciò che si ricava leggendo l'articolo pare una "cozzaglia" di informazioni disposta ad arte per alimentare la propaganda anti-vaping. Infatti, per dimostrare certe tesi, andrebbe analizzare la sigaretta elettronica non tanto per massime, dati poco attendibili o poco chiari quanto come sistema. Si, perché di questo si parla, di un sistema ...
La sigaretta elettronica è un sistema che prevede un bilancio energetico ed è intorno a questo che si dovrebbe ragionare. Sostenere che 200 W di potenza siano troppi come anche 60 mg/ml di nicotina, soltanto perché i numeri sembrano "grandi", è sbagliato. 200 W di potenza possono essere eccessivi, se non addirittura proibitivi, quando il device prevede scarsi spazi nella camera di vaporizzazione ed un limitato flusso d'aria. Possono essere troppi quando la composizione del liquido eccede verso le componenti più volatili come il glicole propilenico. Ma se al contrario, il device prevede una camera di vaporizzazione ampia, un flusso di aria sufficiente da evitare surriscaldamenti oltre limite e una composizione del liquido da inalazione sbilanciato verso la componente meno volatile, il glicerolo vegetale, si potrebbe scoprire che 200 W di potenza il rischio maggiore che possono creare è legato alla parte elettrica del sistema, ovvero la corrente. Infatti è buona norma utilizzare per sistemi così detti "spinti", box mod con circuito e protezioni adeguate, presenti in larga scala oggi sul mercato.
Ciò che va evitato è l'ebollizione dell'intera miscela liquida, non la sua evaporazione. Questa è la ragione per la quale, a fronte di "alte" potenze si tende, come già detto, a sbilanciare la miscela liquida verso la componente meno volatile ed utilizzare sistemi come quelli appena descritti. E' probabile lo "studio" a cui Glantz fa riferimento, confonda "le pere con le mele".
Per quanto riguarda la nicotina andrebbe innanzi tutto rapportarla al sistema. Prendendo come riferimento il limite europeo dei 20 mg/ml, potrebbe essere un dosaggio ancora ragionevole se si ha a che fare con sistemi come le podmod di JUUL. Sarà sicuramente ridotto ai minimi termini, se non completamente assente, nei casi quali il sistema preso come esempio poco fa, spinto a 200 W di potenza. Ciò che interessa è come la sostanza è assorbita dal corpo ed entro quale limite. Ricordiamo la nicotina essere tra le componenti meno dannose delle 6000 sostanze chimiche presenti nel fumo di sigaretta, seppure una delle principali cause di dipendenza. Che si parli di nicotina freebase o di sali di nicotina, se assunti in modo consono al proprio organismo, diventano potenti alleati che facilitano il percorso verso il totale abbandono del fumo tradizionale. Questa è una delle ragioni per le quali, quando mi viene chiesto, consiglio sempre un consulto / affiancamento con il proprio medico di famiglia.

In conclusione

Terrei fare presente al Prof. Glantz che l'output di un modello matematico sono dati statistici. Ciò che lo studio JUUL afferma è una media statistica che si basa su dati tangibili a mio avviso. Oggigiorno studi che confermano la media del 95% di riduzione del rischio ce ne sono parecchi. Fatti forse su campioni di popolazione ridotti ma il numero è comunque in significativa crescita. Perché non mettere a disposizione il proprio sapere e sforzi in favore della salute pubblica piuttosto che combatterla? Questo è l'assurdo che vedo e, davanti a questo assurdo, riesco a darmi soltanto una risposta ...
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venerdì 23 aprile 2021

Ridurre la nicotina nelle sigarette per evitare la dipendenza

nicotina sigaretta
FDA, Food and Drug Administration, ente statunitense responsabile della protezione e della promozione della salute pubblica attraverso la regolamentazione e la supervisione della sicurezza alimentare, dei prodotti del tabacco, degli integratori alimentari, dei farmaci da prescrizione e da banco, dei vaccini, dei prodotti biofarmaceutici, delle trasfusioni di sangue, dei dispositivi medici, delle radiazioni elettromagnetiche dispositivi emettitori (ERED) e prodotti veterinari. (fonte : wikipedia.it.)
Seppure meno di un anno fa la FDA ha dimostrato un'apertura chiara nei confronti della nicotina e dei prodotti alternativi (come la sigaretta elettronica) al tabacco combusto come soluzione per rallentare la crescita di patologie e morti all'anno negli USA a causa di quest'ultimo, oggi pare fare marcia indietro ritornando su un precedente punto proposto, ovvero diminuire la concentrazione di nicotina nelle tradizionali sigarette come soluzione alla dipendenza che creano.
Non servono studi per comprendere questa non sia la soluzione ma, anzi, l'aggravarsi di un problema. Comunque a conferma di ciò le ricerche del National Cancer Institute e del National Institutes for Health dove si dimostra che se la concentrazione di nicotina viene ridotta, i fumatori inalano più profondamente e/o fumano più sigarette per ricevere lo stesso quantitativo ottenuto fumando le attuali sigarette.
L'assurdo è il "passo falso" che l'ente pare stia valutando di commettere nei confronti della tutela della salute pubblica statunitense, pur essendo tra i garanti di quest'ultima.
Ridurre una dipendenza aumentando le probabilità di patologie fumo correlate quali il cancro e le malattie cardiovascolari, portando il fumatore ad una inalazione ancora più consistente delle circa 6000 sostanze chimiche derivanti dalla combustione del tabacco, tra le quali la nicotina risulta essere tra le meno nocive, avendo effetti sull'organismo al pari circa della caffeina ...
Senza scavare troppo a fondo emergono le possibili ragioni di una scelta tanto irrazionale. La campagna Bloomberg che prevede il tentativo di divieto di scelta da parte dei fumatori di smettere con il metodo e sistema a loro più congegnale.
Bizzarro incappare sempre nelle stesse figure quando si parla di interessi legati alla salute pubblica ...
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giovedì 22 aprile 2021

Quando l'anti-vaping non sa più dove attaccarsi ...

sigaretta elettronica
Studio che riporta come titolo "L'impatto dello svapo sulla salute oculare: una revisione della letteratura". Quando si dice - "non fermatevi al titolo" - potrebbe non essere questo il caso ...
Tra i processi di revisione che uno studio scientifico deve passare per essere accreditato vi è la peer reviewUna valutazione condotta da più specialisti di settore che verificano l’idoneità alla pubblicazione di un articolo scientifico..
Ciò che mi chiedo è come una relazione di questa natura possa essere accreditata al tal punto da arrivare ad essere pubblicata. E' vero, non ho le basi accademiche per potermi esprimere oltre ma reputo, dopo avere visionato parecchi studi, aver ricevuto in diverse occasioni consulti da figure autorevoli, di potermi almeno arrogare la possibiltà di esprimere il mio parere che tale deve restare, ci mancherebbe!
Procederò per gradi, in modo da offrire ad ognuno l'opportunità di farsi la propria idea indipendentemente dalla mia.

Lo studio

studio sigaretta elettronica
Di seguito troverete un estratto dei punti che secondo il mio punto di vista sono i più salienti. Per farvi un'idea completa vi rimando allo studio originale che ho provveduto, servendomi di un tool apposito, a tradurre in italiano.
" Lo scopo di questo articolo è quello di far luce sugli effetti noti dello svapo sull'ambiente oculare e sollevare la discussione su ulteriori potenziali effetti che potrebbero richiedere ulteriori indagini. "
Bene. Questo è lo scopo. Nulla da obiettare, anzi!
Passiamo ora al metodo ...
" E' stata condotta una ricerca bibliografica completa per le pubblicazioni relative agli effetti dello svapo sugli occhi. Studi e risultati rilevanti sono stati riassunti in questo articolo "
Dopo questa "illuminante" descrizione ecco i risultati.
" E' stato riscontrato che le aldeidi e i radicali liberi presenti nelle sigarette elettroniche possono indurre un disturbo nella stabilità del film lacrimale e gli aromi dello svapo possono danneggiare lo strato lipidico attraverso la perossidazione "
Per arrivare infine alla conclusione ...
" La ricerca che discute gli effetti sia a breve che a lungo termine dello svapo sugli occhi è limitata. Tuttavia, i potenziali danni di sostanze come la nicotina e le aldeidi richiedono ulteriori indagini e una maggiore educazione sui danni che le sigarette elettroniche possono infliggere agli organi sensibili "

Considerazioni puramente personali

L'articolo, come credo sia consono definirlo, si basa su 38 studi tra i quali i più recenti (pochi sul totale) risalgono al 2019, più uno che cita un caso di cancro con presunta causa la sigaretta elettronica del 2020. Posso intanto affermare che le fonti non sono aggiornate ne, in alcuni casi, pertinenti all'argomento.
Altra considerazione che mi preme esprimere riguarda la sintesi. Pare un "mappazzone" realizzato con lo scopo di informare riguardo potenziali "pericoli" attribuibili alla sigaretta elettronica ma molto propagandistico e poco concreto. Dove sarebbero i riscontri? Soprattutto chi andrebbe a scartabellare 38 studi, dei quali un buon 90% datati, per approfondire? E' qui che mi chiedo come sia possibile abbia superato lo scoglio della peer review. Il testo è privo di dati tangibili e riporta soltanto affermazioni ...
L'unico riferimento che parla di sigaretta elettronica e sistema oculare è uno studio datato 2019 che riporta come titolo "La funzione lacrimale nei fumatori di sigarette elettroniche" mentre, i restanti riferimenti "simili" trattano il fumo di sigaretta. Mi sorge a questo punto il dubbio si stia facendo la solita confusione. Mi pare di ricordare sia scientificamente provato che la nicotina nella sigaretta è il minore dei mali. Non vorrei ci si confondesse tra il fumo, inteso come l'insieme dei circa 6000 agenti chimici derivanti dalla combustione e la nicotina. Ma con questo dubbio vi lascio. Non ho ritenuto opportuno procedere oltre ...
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sabato 17 aprile 2021

Sigaretta elettronica. Più di un semplice giocattolo ...

sigaretta elettronica
" L'unione fa la forza è un proverbio italiano utilizzato per sottolineare che allorquando un insieme di elementi o un gruppo di persone concorrono uniti per raggiungere un determinato scopo, sarà più semplice ottenerlo. " (fonte albanesi.it)
Talvolta guardare oltre il proprio otricello aiuta a comprendere quanto alcuni tipi di "lotte" siano inutili e, nel contempo, capaci di evidenziare la pochezza di chi se ne fa carico ed artefice.

Quando il vaping è veramente uno stile di vita

svapo vaping filippine
" Il conflitto di interessi nasce dal fatto che il destinatario del fondo è un'agenzia di regolamentazione che è stata specificamente incaricata di redigere le linee guida per la regolamentazione di questi nuovi prodotti "
" La sintesi di queste implicazioni profondamente preoccupanti solleva la questione di come il movimento per il controllo del tabacco, che dovrebbe essere progettato per sostenere la vita umana, sia diventato così pervertito che uno dei suoi maggiori finanziatori è disposto a finanziare le forze dell'ordine per un regime omicida in nome di divieto di nicotina "
Ciò che avete appena letto sono parti tratte da un articolo di Filter media indipendente avviato nel 2108, con base nella città di New York, proprietà della The Influence Foundation, una organizzazione nonprofit.
L'articolo descrive l'agghiacciante situazione attualmente presente nelle Filippine. Da voce ad uno scenario caratterizzato da terrore e persecuzioni. Uno scenario dove emerge un valore della vita umana nullo se paragonato agli interessi economici del paese, nei quali il vaping chiaramente non ricade.
La cosa interessante è vedere chi vi sia tra i supporters di questo scempio. Ci si renderà presto conto, a meno che fare "1+1" non risulti troppo complicato, di come queste situazioni, seppur in linea generale e fortunatamente meno drastica, rispecchino le diatribe legate al vaping attualmente in corso in Europa.
Non mi dilungo oltre. Questa volta lascio a voi la scelta. Continuare a viaggiare con il paraocchi od aprire i propri orizzonti mettendo per una volta da parte l'assurda presunzione che ci caratterizza. L'articolo è chiaramente in lingua inglese, ma con un qualsiasi servizio web gratuito, la traduzione diverrà semplice come anche la comprensione.

E quindi?

Quindi sorrido ... Sorrido se penso a quanto sia percepita in modo differente la riduzione del danno qui in Italia, dove il reale interesse non pare ricadere sulla divulgazione di una sana e libera informazione, di una giusta tutela di chi sceglie di "continuare a fumare" facendosi meno male. Questa volta non mi sto riferendo ai media, ai nostri "amministratori" ultra stipendiati ne tanto meno alle lobbies. Sto invece parlando di chi il vaping lo vive e soprattutto di chi espone la propria figura apparentemente al servizio del consumatore. Sui social emerge chi ha la combo più in voga, si chiudono e riaprono diatribe quali prodotti cloni vs originali e chi dovrebbe dar spazio ad una informazione libera come alternativa a quella palesemente pilotata, pensa invece a restare a galla servendosi di bassi espedienti con l'intento di soffocarla; ragioni probabili, una netta mancanza di capacità e pochezza. Quando lo scoop, gli interessi, il mettersi in mostraDi cosa parlo? Se cerchi un esempio parti dalle sezioni Video suggeriti e Commenti ... diventano le ragioni principali di chi dovrebbe tutelare e/o orbita intorno al settore, le lobbies, gli enti ed i governi paiono quasi un problema marginale.
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martedì 13 aprile 2021

Imperial Brands. Confronto tra sigaretta elettronica e tradizionale

ecig sigaretta imperial brands
Quando il titolo inganna. L'esempio dell'articolo di Pune Mirror.
L'estratto che qui riporto aiuterà a comprendere l'introduzione.
pune mirror article
"GLI EFFETTI NOCIVI DELLO SVAPO SONO PARAGONABILI AL FUMO". L'articolo infatti riporta notizie riguardo ad uno studio i cui risultati sono del tutto in contrapposizione con l'intestazione. Una svista? Un modo per attirare l'attenzione? Non saprei. Non la considero personalmente una grande trovata, per il semplice fatto che oggigiorno la fretta è caratteristica della società moderna. Quanti si soffermerebbero al titolo? Quanti leggerebbero l'intero articolo? Quale l'intento?
Chiudendo la premessa passiamo a parlare dello studio condotto dagli scienziati della Imperial Brands, la compagnia del tabacco britannica.

Lo studio

Servendosi della suite basata su cellule in vitro ToxTracker, che permette una visione meccanicistica delle potenziali proprietà dannose sul DNA delle sostanze chimiche, sono stati confrontati campioni di e-liquid vaporizzati ed i loro aerosol con il fumo di sigaretta.
Lo studio, sottoposto a peer-review e pubblicato sulla rivista Mutagenesis, ha valutato in che modo i campioni di prodotto possono influire sul funzionamento cellulare attraverso sei linee cellulari reporter, raccogliendo i segni molecolari rivelatori di potenziali danni sotto forma di stress ossidativo, danni al DNA e alle proteine, nonché l'attivazione del gene p53 che ha un ruolo nella regolazione del ciclo cellulare e nella soppressione del tumore.
Lukasz Czekala, tossicologo pre-clinico senior presso Imperial Brands, afferma : " Nel complesso, i dati del nostro ultimo studio si aggiungono al peso delle prove scientifiche che dimostrano che i prodotti da svapo offrono un significativo potenziale di riduzione del danno rispetto alle sigarette a tabacco combusto ".
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lunedì 12 aprile 2021

Svapo e controllo della temperatura. Preparazione e prove

Svapare con il controllo della temperatura comporta dei vantaggi. Primo tra tutti dal punto di vista salutistico, avendo maggiori garanzie di non eccedere oltre le temperature critiche che porterebbero parte dei componenti del liquido o l'intera miscela alla decomposizione con il rischio di un rilascio, anche se inferiore rispetto alla comune sigaretta, di sostanze potenzialmente tossiche.
E' stato già dedicato un post riguardo "le criticità" di Glicole Propilenico e Glicerolo Vegetale; evito quindi ripetermi.
Gli aromi stessi possono avere criticità che sarebbe meglio fossero sempre indicate per uno svapo consapevole (vedi figura). In questo caso il portale DIY Flavor Safety è un ottimo punto di riferimento.
svapo aromi temperatura
Sicuramente, salvo casi in cui ci si appoggi a forniture "sotto banco" provenienti da mercati illeciti, si ha una buona garanzia che, nonostante possa accadere di eccedere con la temperatura, le tossine rilasciate saranno comunque in quantità inferiore rispetto a quelle derivanti dalla combustione del tabacco ma il vaping a mio parere è e dovrà sempre essere un settore in continuo miglioramento ed evoluzione. Se esistono mezzi che possono proteggerci utilizziamoli!

Il coefficiente di temperatura del materiale resistivo (TCR)

Vi starete chiedendo perché mi soffermo su questo dettaglio? Semplice. Il mercato offre varie tipologie di materiali con cui realizzare le resistenze. Alcuni totalmente inadatti al controllo della temperatura (Kanthal, Ni80 ...), altri con basso valore di TCR (temperatura coefficient of resistance) ed altri ancora con alto valore di TCR. La caratteristica che però rende superflue alcune delle prove che vedremo rispetto ad altre è la costanza del coefficiente TCR nel range 100°C - 300°C. Vi sono infatti materiali con TCR circa costante al variare del range di temperatura. Ne cito di seguito alcuni :
  • NiFe48
  • NiFe30
  • Titanio
  • Acciaio 317L (SS317L)
  • Acciaio 430 (SS430)
  • Zirconio
Altri materiali con TCR variabile in funzione del range di temperatura. Di seguito alcuni dei più utilizzati :
  • Ni200
  • Acciaio 316 (SS316)
  • Acciaio 316L (SS316L)

Verificare la precisione a basse temperature. La prova con acqua

La prova con acqua consiste nel bagnare il cotone, precedentemente inserito tra le spire della resistenza, con acqua. Il risultato deve simulare una sovralimentazione in quanto si verificherà la temperatura stimata al variare degli ohm della resistenza. In questo scenario sul display della box, premuto il tasto fire, dovremo avere visualizzato 100°C ± 5°C di tolleranza (questo è il margine che solitamente mi impongo), ovvero circa la temperatura di ebollizione dell'acqua a pressione atmosferica.
svapo controllo temperatura prova acqua
La prova va eseguita impostando sulla box una temperatura maggiore di 100°C. Normalmente uso impostare 210°C in modo da avere un buon margine e grado di protezione. Il test con acqua lo consiglio per tutti quei fili resistivi caratterizzati da un materiale a TCR circa costante. Renderà superflue le altre prove che vedremo tra poco. Lo considero invece di scarsa utilità per quei fili resistivi il cui TCR è variabile. Il motivo lo spiegherò strada facendo.

Verificare la precisione a temperature intermedie. La prova con PG

Analogamente alla prova con acqua, il cotone dovremo inzupparlo con il glicole propilenico, sapendo che raggiunge l'ebollizione alla temperatura di 188°C (circa) a pressione atmosferica. In questo caso la box dovrà visualizzare sul display 188°C ± 5°C di tolleranza (questo è il margine che solitamente mi impongo).
svapo controllo temperatura prova PG
Il test con PG lo consiglio per tutti i tipi di filo, sia a TCR circa costante che non. Nel primo caso per la stessa ragione analoga alla prova con acqua, mentre nel secondo perché si raggiunge una zona di temperatura vicina a quella a cui svaperemo, pertanto il valore di TCR è ammissibile sia quello corretto o comunque più idoneo rispetto al precedente a 100°C.

La verifica più rapida. La prova con cotone a secco

La prova con cotone a secco restituisce una stima di massima sulla bontà del nostro setup. A differenza delle precedenti prove non avremo un'indicazione di temperatura, ma a livello visivo, verificheremo lo stato del cotone asciutto sottoposto alla temperatura da noi impostata. Presenta sicuramente lo svantaggio di non avere una "stima accurata" della temperatura ma anche alcuni vantaggi rispetto ai casi precedenti :
  • Il test potrà essere eseguito a qualsiasi temperatura. Il range che consiglio è 200°C-230°C.
  • Si potrà verificare la bontà del cutoff della box, raggiunto il quale il circuito dovrebbe interrompere l'erogazione della corrente verso la resistenza.
svapo controllo temperatura prova cotone a secco
La prova con cotone a secco prevede di inserire il cotone tra le spire della resistenza non bagnandolo, impostare la temperatura desiderata ed i Watt e tenere premuto il tasto fire fino al raggiungimento della condizione di cutoff della box. Suggerisco un solo step di temperatura se il filo resistivo prevede un TCR circa costante; diversamente sono consigliabili 3 step ai valori indicativi di 200°C, 215°C e 230°C, ricordando per entrambe gli scenari, che il cotone a 230°C dovrà presentare, al raggiungimento del cutoff, un anello giallognolo in corrispondenza delle spire della resistenza (vedi figura sopra).

In conclusione

Potrebbe apparire tutto inutile o complicato ma, una maggiore garanzia riguardo la qualità del vapore, una maggiore costanza a livello di resa aromatica ed una maggiore durata della rigenerazione anche con liquidi impegnativi, dovrebbero essere ragioni più che sufficienti per intraprendere questa modalità di svapo.
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martedì 6 aprile 2021

Nicotina. La parola alla FDA (U.S. Food and Drug Administration)

nicotina FDA
" La maggior parte delle persone sa che le sigarette e altri prodotti del tabacco creano dipendenza, ma molte persone non comprendono il ruolo della nicotina nella dipendenza dal tabacco, nelle malattie e nella morte. La nicotina è ciò che crea dipendenza e fa sì che le persone utilizzino i prodotti del tabacco, ma non è ciò che rende l'uso del tabacco così mortale. Il tabacco e il fumo di tabacco contengono migliaia di sostanze chimiche. È questo mix di sostanze chimiche, non la nicotina, che causa gravi malattie e morte nei consumatori di tabacco, comprese le malattie polmonari fatali, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ed il cancro. "
(fonte : www.fda.gov)
Il post riprende un articolo, datato 8 Agosto 2020, della FDA (ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) che descrive, passando per più punti, il ruolo che la nicotina ha e potrebbe avere nel percorso di cessazione della dipendenza dal fumo di tabacco.

venerdì 2 aprile 2021

Intervista al Prof. ‪Konstantinos Farsalinos by H&V Team

L'inarrestabile team H&V colpisce ancora una volta nel segno! Mezz'ora circa di intervista al Prof. Konstantinos Farsalinos dove vengono toccati punti cruciali riguardanti il tema Vaping e Riduzione del danno.
E' comprensibile che non tutti possano conoscere il Prof. K. Farsalinos od il team H&V, nonostante in un caso stiamo parlando di una figura di spicco in campo internazionale e nell'altro di un gruppo emergente che sta portando innovazione ed informazione nel campo del vaping, al quale ho già dedicato un post. Nessun problema! Vediamo brevemente insieme di chi stiamo parlando.