mercoledì 2 dicembre 2020

Sigaretta elettronica e riduzione del danno. Intervista al Prof. Riccardo Polosa

ecig professor riccardo polosa
Riccardo Polosa è il Fondatore del CoEHAR, il primo Centro di Ricerca Internazionale per la Riduzione del Danno da Fumo nato in seno al Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università degli Studi di Catania.
Premettendo l'onore di poter ospitare ed intervistare il Prof. Riccardo Polosa, tengo soprattutto ringraziarlo per la disponibilità, professionalità e cordialità dimostrata. Un ringraziamento particolare anche a Valeria Nicolosi, responsabile Comunicazione del CoEHAR, per avere contribuito alla concretizzazione dell'intervista.

Chi è Riccardo Polosa? Di che cosa si occupa?

R. Polosa : Fondatore del CoEHAR, il primo Centro di Ricerca Internazionale per la Riduzione del Danno da Fumo nato in seno al Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università degli Studi di Catania. Professore Ordinario di Medicina Interna presso lo stesso ateneo con specializzazione in Pneumologia, Immunologia clinica, Allergologia e Reumatologia. è attualmente Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina interna e d'urgenza presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Policlinico-V. Emanuele” di Catania, dove coordina uno staff di medici strutturati, giovani specializzandi, infermieri e impiegati amministrativi. Polosa è anche fondatore e direttore del CPCT Centro per la Prevenzione e Cura del Tabagismo del Policlinico di Catania.
Il focus della sua ricerca accademica è stato storicamente incentrato sulla ricerca di meccanismi di infiammazione e biomarcatori di attività della malattia, e sulla scoperta di target farmacologici nel campo della medicina respiratoria (asma, BPCO, rinite) e dell’immunologia clinica (allergologia e malattie autoimmuni). Tuttavia, nel corso degli ultimi 10 anni, il suo principale interesse di ricerca si è progressivamente spostato nel settore delle malattie legate al tabacco, della prevenzione e cessazione della dipendenza tabagica e della riduzione del danno fumo correlato tramite alternative più sicure. Polosa è l’autore del primo clinical trial al mondo che ha studiato l'efficacia e la tollerabilità di questi dispositivi (studio ECLAT), egli è considerato oggi l’autore più prolifico in questo campo di ricerca.

Quale ruolo copre il CoEHAR?

R. Polosa : Il CoEHAR è il Centro di Eccellenza internazionale per la Riduzione del danno da fumo fondato e istituito nel 2018 all'interno del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università degli Studi di Catania. La missione è accelerare gli sforzi della ricerca scientifica internazionale per arrivare a ridurre l'impatto dell'abitudine tabagica sulla salute pubblica contribuendo a far diminuire il numero di morti da fumo in tutto il mondo. Lo sviluppo e l'innovazione tecnologica, il consolidamento dei centri di ricerca esistenti, la formazione, l'istruzione e le partnership internazionali sono le attività principali sulle quali si basa l'eccellenza del team CoEHAR.
L’obiettivo del CoEHAR è quello di contribuire alla rivoluzione globale che sta gettando le basi per un mondo senza fumo attraverso un approccio multidisciplinare che contribuisce a diffondere strategie e strumenti per ridurre i danni da fumo di sigaretta convenzionale. Da anni leader internazionale nel campo della ricerca applicata alle sigarette elettroniche, il team dell’Università degli Studi di Catania opera seguendo il principio della riduzione del danno. Il consiglio accademico del CoEHAR è composto da 70 accademici, medici, professori e operatori tecnici dell'Università di Catania, afferenti a tutti i dipartimenti dell'ateneo che collaborano insieme per avviare progetti di internazionalizzazione che consentono di creare scienza e innovazione.

TPD 3. Previsioni? Il ruolo della comunità medico/scientifica e delle associazioni ...

R. Polosa : L’obiettivo chiave della TPD è quello di regolamentare il settore sotto diversi aspetti, dalla commercializzazione alla pubblicità, passando per la tutela dei minori. Quello che la storia del vaping però ci ha insegnato è che ogni paese ha la sua identità, il suo sviluppo, il suo progresso ed il suo approccio unico al cambiamento, sia esso positivo o no. In Europa, sebbene il cambiamento all’inizio sia stato lento e movimentato, oggi è stato ampiamente condiviso. La regolamentazione europea dei dispositivi a rischio ridotto è tra le più salde al mondo anche se tanto lavoro c’è ancora da fare. Proprio in seno all’ambito europeo io sono anche coordinatore di uno dei tavoli tecnici del CEN, il Comitato Europeo di Normazione che proprio nel 2019 si è riunito a Catania con più di 50 esperti del settore. Oggi in Europa l’obiettivo primario rimane quello di aggiornare la normativa di settore con un approccio equilibrato e standardizzato, che tenga conto delle evidenze scientifiche e della modalità di diffusione dei prodotti nelle singole nazioni. La riduzione del danno da fumo è un principio su cui si basano le politiche pubbliche di molti paesi nel mondo che sono riusciti a far smettere di fumare milioni di cittadini attuando politiche di prevenzione e sensibilizzazione che tengono conto della possibilità di utilizzare strumenti a rischio ridotto anche come indicazione terapeutica sanitaria. Si tratta di grandi obiettivi e per raggiungerli è necessario investire risorse e strumenti nell’informazione e nella diffusione di conoscenza, soprattutto attraverso la formazione dei soggetti più autorevoli in ogni ambito territoriale.

Progressi a livello di studi e ricerca riguardo l'e-cig come alternativa a rischio ridotto rispetto al fumo tradizionale.

R. Polosa : Sempre più ricerche confermano il ruolo positivo che la sigaretta elettronica non solo gioca nella cessazione da fumo ma anche nella riduzione degli effetti collaterali delle patologie fumo correlate. Siamo chiari: non parliamo di un dispositivo esente da rischi o che si contrappone alle terapie tradizionali approvate dalle linee guida internazionali per la lotta al tabagismo. L’idea che portiamo avanti al CoEHAR è di poter offrire un’alternativa in più a quelle esistenti, un’alternativa che ad oggi sappiamo essere il 95% meno dannosa delle sigarette convenzionali. La domanda che dobbiamo porci infatti è sempre la stessa: tra due opzioni, di cui sappiamo per certo che una causa un numero esorbitante di morti ogni anno, non sarebbe meglio privilegiare una scelta meno dannosa, che rappresenta al contempo un primo passo verso l’uscita dalla porta del tabagismo? Le nostre ricerche dimostrano come la sigaretta elettronica mantenga tutti quei meccanismi comportamentali e psicologici da cui il fumatore trae appagamento. Il soggetto è indirizzato gradualmente in un percorso che comporta un miglioramento dello stato di salute generale, apportando benefici all’apparato respiratorio, cardiocircolatorio e incrementando la qualità generale della vita, diminuendo anche il rischio connesso all’esposizione al fumo passivo o di terza mano delle persone che vivono a stretto contatto con un soggetto fumatore.
Ancora grazie Prof. Polosa!
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