giovedì 17 dicembre 2020

Riscaldatore di Tabacco e Sigaretta elettronica. Facciamo chiarezza ...

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"Fatto 100 il danno delle sigarette tradizionali, i riscaldatori di tabacco sono dannosi 23 mentre le sigarette elettroniche sono dannose 1" (Fonte www.sigmagazine.it)
Queste poche righe dovrebbero già dire tutto consentendomi l'anticipata chiusura del post. Però visto e considerato che ultimamente ho ancora ricevuto commenti che evidenziano una chiara e netta confusione tra i 2 dispositivi, qualche ragionamento in più non guasta, fatto anche tesoro delle esperienze e crescita di conoscenze a riguardo.
Non ho la presunzione di sostituirmi a scienziati e ricercatori, lungi da me! Di seguito riporterò quanto penso di aver compreso funzione delle ricerche e delle esperienze personali. Potrei riportare inesattezze? Forse. Ad ogni modo non credo cascherò troppo distante dall'obiettivo di illustrare quali secondo il mio (e sottolineo mio ...) punto di vista sono le sostanziali caratteristiche che differenziano le comuni sigarette elettroniche (o vaporizzatori personali) dai riscaldatori di tabacco (vedi IQOS di Philip Morris).

Cosa produce la combustione della comune sigaretta

La comune sigaretta (o più in generale il tabacco combusto) è l'elemento del quale si dovrebbe "obbligatoriamente" fare a meno in quanto il più dannoso, vediamo perchè.
La combustione della classica sigaretta avviene a temperature che possono superare anche gli 800 °C. Durante tale processo si generano oltre 6000 sostanze chimiche differenti molte delle quali dannose o potenzialmente dannose. Se ne contano ad oggi circa 250 tossiche/irritanti e 69 non solo tossiche ma anche dal potere cancerogeno. Tra le tossiche irritanti possiamo distinguere : monossido di carbonio, l'acido cianidrico, il toluene, l'acetone, buona parte del catrame, l'ammoniaca, l'acroleina, l'acrilonitrile, il cianuro di idrogeno e la metilammina. Tra le cancerogene : ammine aromatiche, le nitrosamine specifiche del tabacco, la formaldeide, gli idrocarburi aromatici policiclici del catrame, l'1-3 butadiene, il benzene, il cumene, il cadmio, l'acetaldeide, l'arsenico, il cromo, il berillio, l'ossido di etilene, il nichel, il polonio-210 e il cloruro di vinile.
Ecco spiegato sommariamente da dove proviene il 100 ... Vi chiederete : "se si evita quindi la combustione il tutto si azzera?". La risposta è NO. La temperatura ha particolare influenza, è vero, ma dipende anche cosa si scalda, come e cosa si genera dal suo cambiamento di stato.

I riscaldatori di tabacco

iqos sigaretta
Il riscaldatore, lavorando ad una temperatura inferiore od uguale a 350 °C, evita la completa combustione del tabacco contenuto nella singola cartuccia (heets nel caso di IQOS di Philip Morris). Perchè parlo di completa combustione e non di riscaldamento? Perchè per evitare la combustione è necessaria la completa assenza di ossigeno e se si osserva una cartuccia consumata si nota come il tabacco sia parzialmente bruciato, o meglio sia stato soggetto ad un principio di combustione (vedi figura seguente).
iqos heets
Tenendo inoltre presente che il tabacco è in miscela con glicerina ed acqua (Fonte : www.pmi.com) che insieme all'involucro in alluminio dovrebbero evitarne la combustione regalando aroma e fumosità al "vapore" emesso ...
Ho citato la glicerina (o glicerolo vegetale). Prendendo in esame questo elemento è risaputo avere un punto di fumo intorno ai 230 °C a pressione atmosferica, superato il quale la sostanza rilascia, in quantità maggiore più ci si allontana da tale punto con la temperatura, acroleina. Ma il riscaldatore non lavora nell'intorno dei 350 °C?
Vanno comunque valutate le quantità e non soltanto la presenza delle potenziali sostanze dannose emesse. Per questo motivo è ragionevole sostenere che il riscaldatore di tabacco sia meno dannoso della classica sigaretta. Fatto sta che tali sostanze, seppur in probabile presenza minore, non si possono ne limitare oltre modo ne annullare date le caratteristiche del dispositivo.

I vaporizzatori personali

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Il generale principio di funzionamento di un vaporizzatore personale (o sigaretta elettronica) è differente dal sistema appena descritto. E' basato sull'evaporazione di una sostanza liquida (eliquid) composta da Glicole Propilenico (PG), Glicerolo Vegetale (VG), eventuale Acqua Demineralizzata, eventuale Nicotina ed aromi alimentari conservati in PG o VG.
E' il vero sistema combustion free. L'evaporazione del liquido è garantita da una resistenza attraversata da cotone (nei sistemi standard) impregnato di liquido. La resistenza, al passaggio della corrente, si scalda provocando l'evaporazione della miscela liquida. La temperatura di esercizio può essere variabile ma normalmente tende a non andare oltre i 230°C, funzione della Potenza impostata, del ricircolo dell'aria all'interno della camera di vaporizzazione, della geometria e materiali (normalmente acciaio 316L od acciaio 304) che caratterizzano l'intero corpo chiamato atomizzatore. L'alimentazione elettrica è garantita da un elemento chiamato box dotato, nei sistemi classici, di circuito per il controllo dell'erogazione della corrente fornita tramite una batteria (o cella).
E' un sistema esente da rischi? Non esattamente. Pur non causando combustione di alcun tipo o genere, l'evaporazione della miscela liquida deve essere controllata. Le strade più comuni sono o l'utilizzo di sistemi entry level, dove corrente e potenza dissipata sono limitate o l'utilizzo di sistemi aperti (o rigenerabili) dove è consigliabile utilizzare il controllo della temperatura in modo da evitare di eccedere oltre i 230°C (punto di fumo del VG).
Sostanze come formaldeide ed acroleina possono formarsi oltre le soglie tollerabili dall'organismo se il device non è utilizzato in modo idoneo.
La riduzione dei rischi fumo correlati si attesta oggi tra il 90% ed il 99% rispetto alla tradizionale sigaretta.

E la nicotina?!?

Dedicherò presto un post che approfondirà l'argomento. Posso con tranquillità anticiparvi che si tratta del minore dei mali nonostante questa crei dipendenza.
Nei sistemi a tabacco riscaldato il dosaggio è paritetico a quello presente nelle classiche sigarette e non la si può ne limitare ne evitare. Con il vaporizzatore personale, diversamente, è dosabile ed azzerabile in funzione dell'esigenza del consumatore. Questo implica che il vaporizzatore può aiutare si a minimizzare i rischi fumo correlati al meglio come anche a smettere completamente di fumare e svapare, permettendo di fornire sola aria ai propri polmoni.

In conclusione ...

Spero il post, pur basandosi su mie personali ma oggettive considerazioni, possa aiutare a scegliere il sistema più idoneo a ridurre i rischi legati al fumo fino alla completa cessazione. Smettere di fumare è difficile, questo è chiaro. Il mio personale consiglio è di provare la strada della sigaretta elettronica qualora la sola forza di volontà od i classici mezzi (cerotti, farmaci, etc ...) e/o terapie non fossero sufficienti a raggiungere questo indispensabile traguardo per la propria salute.
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