lunedì 21 dicembre 2020

Maxi stangata sulle e-cig. Capiamo perché ...

ecig aumento tasse 2020 2021
Aumenterebbe la tassazione per i liquidi da inalazione senza nicotina dal 5% al 10% (+100% del peso fiscale) e dal 10% al 15% per quelli con nicotina (+50% del peso fiscale).
Gli aumenti sarebbero previsti da Gennaio 2021 fino al 2023 con un rincaro di 5 punti/anno per arrivare, ad un +150% per gli eliquid con nicotina ed un +300% per quelli senza nicotina sul peso fiscale.
Non è previsto il consueto rincaro sulle sigarette tradizionali ed i prodotti del tabacco (Fonte : ilgiornale.it).
La domanda da porsi è la seguente :
"Chi ne pagherebbe le conseguenze? Chi potrebbe trarne giovamento?"

Proviamo a ragionare ...

Non scendendo nei dettagli di "battaglie" tra Big del tabacco, proviamo a comprendere quale efficacia possa avere una manovra (o meglio emendamento) del genere sulle casse dello Stato.
In Italia oggi si contano circa 1.200.000 utilizzatori di sigaretta elettronica, siano essi duali (il duale è chi utilizza la sigaretta elettronica in supporto alle classiche bionde), utenti entry level ed utenti avanzati. La categoria sicuramente più colpita sarebbe quella degli utenti entry level, ovvero coloro i quali muniti di sistemi tipo podmod o AIO kit acquistano con regolarità il liquido così detto pronto, il classico flaconcino da 10 ml con o senza nicotina. L'attuale direttiva TPD (Tobacco Products Directive) applicata in Europa, recepita anche in Italia, definisce liquido da inalazione proprio questa tipologia di prodotto.
Che percentuale coprono sul totale questi utenti? Questo ci si dovrebbe chiedere. Proviamo a fare una stima per eccesso, contando anche parte degli utilizzatori duali, di circa l'80%. Un 80% comunque non omogeneo in termini di consumo, considerando parte di questi ancora fumatori.
In Italia ad oggi si contano circa 60.000.000 di abitanti. Quindi presto fatto il conto :
%_Consumatori = 100 x (80/100) x 1.200.000 / 60.000.000 = 1,6%
Lo Stato Italiano dovrebbe quindi "fare cassa" su un mero 1,6% di consumatori con abitudini non omogenee?
Manovra assai azzardata. In primis perché colpendo il settore del vaping nel fulcro non vi è speranza di crescita! Ad oggi il settore del vaping è caratterizzato in maggioranza da piccole/medie imprese che difficilmente reggerebbero un colpo così duro anche se dilazionato in qualche anno. Rallentando o frenando completamente la crescita del settore, si rifletterebbe il problema sulla Sanità Pubblica. Tanti di questi utilizzatori di sigaretta elettronica tornerebbero inevitabilmente a fumare. Tenendo sempre presente che il prezzo al pacchetto delle comuni sigarette non vi è previsione di aumentarlo. Facile pertanto pensare ad un ulteriore incremento dei fumatori visto il periodo che stiamo attraversando ...
E il mercato nero? Mi pare vi siano già stati segnali all'orizzonte. Una manovra del genere sicuramente non andrebbe a sfavore di episodi come quello descritto in questo post...
In definitiva chi ne gioverebbe? Premettendo ciò che seguirà sarà unicamente frutto di un mio banale ragionamento, mi viene da pensare ad un solo "attore" rimasto e ben presente in questi panorami. Le multinazionali. Perché? Semplice! Sono le uniche aziende a poter produrre su larga scala ed a potersi permettere di non innalzare i prezzi alle stelle nonostante un aumento delle tassazioni sui prodotti. I margini resterebbero comunque ampi, come gli stessi introiti ... Non a caso, la "cara" Philip Morris, ha immesso sul mercato Inglese (per ora ...), il suo nuovo prototipo di ecig, IQOS Veev ...
Naturale evoluzione? Lascio a voi la risposta ...
CONDIVIDI IL POST

0 commenti:

Posta un commento

Fammi sapere cosa ne pensi !