mercoledì 30 settembre 2020

Sigaretta elettronica tra scetticismo e riduzione del danno

sigaretta elettronica riduzione del danno
Sono trascorsi ormai oltre 10 anni dall'introduzione dei primi prodotti per il vaping sul mercato come alternativa al tabacco combusto. Oggi troviamo un mercato variegato, talvolta confusionario ma che ha come fulcro la riduzione dei danni fumo correlati.
Nonostante la ricerca, l'accrescere della consapevolezza da parte di chi svapa ed il continuous improvement dei prodotti, vige uno scetticismo generale che talvolta fatico a comprendere ...

Parliamo di riduzione dei rischi fumo correlati!

Spesso mi sento dire che tra ecig, riscaldatori di tabacco e sigarette tradizionali è meglio scegliere di smettere. Ancora ieri, a seguito della pubblicazione del mio ultimo video sul mio canale YouTube, compare tra i video suggeriti questo breve "spot" della AIRC ...
Facciamo chiarezza?!? Mi sono chiesto ... nonostante questo, per non fermarmi dinnanzi alle apparenze, ho aperto il video ed in pochi minuti mi sono reso conto come la comunità medico/scientifica non sia al passo con i tempi.
Suggerisco, prima di procedere con la lettura del post di dedicare qualche minuto al mio ultimo video che, senza farlo apposta, pare dare risposta a quanto riportato da AIRC con quel breve messaggio ...
Sto chiedendo un po di sforzo, lo so ... ma stiamo parlando innanzitutto di salute dei fumatori, nel caso specifico, ai quali precludiamo con messaggi "tra le righe" allarmistici, l'opportunità di incominciare ad abbandonare le sigarette tradizionali. Ciò che manca più di ogni altra cosa è il concentto di riduzione del danno che ad oggi si attesta sulla ecig (non parlo dei riscaldatori di tabacco; andrebbe aperta una parantesi troppo lunga e complessa per le mie competenze attuali) tra il 90 ed il 99%!
Si sostiene gli studi attualmente condotti sulla sigaretta elettronica non siano esaustivi principalmente perchè eseguiti su un numero di pazienti esiguo (nonostante questi siano molteplici e per la maggior parte a favore). Mi chiedo quindi su quali studi si sia basato il messaggio di AIRC, viste le premesse.
Si è arrivati al punto di dover chiedere uno studio come il Veritas Cohort per avere prove tangibili che in realtà già esistono!
II problema che vedo in questo scetticismo è accettare la realtà dei fatti. I motivi non devo essere io ad esprimerli ma, sicuramente, ritengo vi sia una reale mancanza di volontà da parte della cominità medico/scientifica di accettare il grigio oltre al nero ed al bianco, dove grigio sta per riduzione dei danni fumo correlati. Continuiamo a precludere questa opportunità ma non lamentiamoci con "finti piagnistei" di certi risultati ...

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