lunedì 29 giugno 2020

Polifenoli nei liquidi per sigaretta elettronica. La soluzione per rendere le ecig più sicure ?

polifenoli sigaretta elettronica
Grazie alla segnalazione dell'amicio Giuliano Abate, autore del blog fumonegliocchi.it, apprendo da questo articolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che i polifenoli ridurrebbero gli "effetti dannosi" delle sigarette elettroniche.
Lo stesso articolo lo ho poi reperito anche sul quotidiano di settore Sigmazine.
Siccome sono per natura scettico, ho cercato di approfondire, in quanto in entrambe i casi ho avuto la percezione si trattasse quasi di una questione "di vita o di morte" ...

Partiamo dall'abstract ...

   "Ridurre la concentrazione di specie carboniliche reattive (RCS) nelle emissioni di sigarette elettroniche rappresenta un obiettivo importante nel controllo dei loro effetti potenzialmente dannosi. Qui, abbiamo adottato una nuova strategia per intrappolare i carbonili presenti nelle emissioni di sigarette elettroniche aggiungendo polifenoli nelle formulazioni di e-liquid. Il nostro lavoro ha dimostrato che l'aggiunta di acido gallico, idrossitirosolo e epigallocatechina gallato ha ridotto i livelli di carbonili formati negli aerosol delle sigarette elettroniche svapate, tra cui formaldeide, metilgliossale e gliossale. L'analisi di spettrometria di massa mediante cromatografia liquida ha evidenziato la formazione di addotti covalenti tra anelli aromatici e dicarbonili sia in liquidi che in campioni svapati, suggerendo che i dicarbonili si formavano negli e-liquidi come prodotti di degradazione del glicole propilenico e glicerolo prima dello svapo. L'analisi citotossica a breve termine su due modelli cellulari polmonari ha mostrato che gli addotti dicarbonil-polifenolici non sono citotossici, sebbene l'intrappolamento carbonilico non abbia migliorato la vitalità cellulare. Il nostro lavoro fa luce sulla capacità dei polifenoli di intrappolare l'RCS nelle emissioni elevate di carbonio dalle sigarette elettroniche, suggerendo il loro potenziale valore nelle formulazioni commerciali di e-liquid".

Passiamo ora alla conclusione ...

   "La loro aggiunta al liquido delle e-cig permette di ridurre fino al 99.6% la concentrazione di molecole tossiche come la formaldeide, prodotte dalla degradazione di glicerolo e glicole propilenico. La ricerca, che prende spunto da analoghi studi nel campo della chimica degli alimenti, è stata condotta da ricercatori dell’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Cnr, in collaborazione con le Università britanniche di Abertay, St Andrews e Nottingham pubblicata su RSC Advances".

Il test come è stato eseguito ?

gram's universal vaping machine
Il punto sta proprio qui ...
E' bene una premessa. Quanto sto per affermare è l'esito dei miei dubbi da profano. Non considero affatto la ricerca tempo perso ... tutt'altro ! Ad ogni modo quanto sto per mostrarvi dovrebbe aiutarvi a capire da dove nascono le mie perplessità non tanto legate ai risultati, quanto all'utilità.
Intanto la preparazione dei liquidi campione. I liquidi campione erano caratterizzati come segue :
  • Liquido da inalazione con classici componenti miscelato alle conectrazioni di 70% PG, 20% VG e 10% Acqua depurata
  • Liquido da inalazione con polifenoli in sostituzione all'acqua depurata a 4 differeti concentrazioni.
Qui nasce la mia prima perplessità ... La miscela utilizzata non mi pare copra gli standard di mercato in quanto molto sbilanciata verso il Glicole Propilenico (o PG).
Per condurre il test è stata utilizzata la Gram's universal vaping machine ed un device commerciale con testina prefatta da 1.5 ohm.
Il device è stato sottoposto ad una potenza di 30 Watt che corrisponderebbero, secondo la prima legge di ohm, a circa 4.5 Volt e 7 Ampère di scarica. Ciò indica le condizioni limite a cui il device è stato portato considerando nella norma, per quel tipo di testina, circa 2.5 Ampère di scarica a 3.7 Volt ... E qui la seconda ed ultima perplessità. A conferma la temperatura rilevata del liquido di test, circa 166 °C (anche se di pressione non se ne parla ...), considerando che per una miscela così caratterizzata la sua temperatura di ebollizione si aggira intorno ai 130 °C ad una atomosfera di pressione.

Inutili allarmismi ?

Non direi ... sicuramente la ricerca dimostra come i polifenoli aiutino a contenere le sostanze dovute alla decomposizione dei componenti degli e-liquids in casi limite. Sordamente, dimostra inoltre che è plausibile un rilascio esiguo se non nullo di determinate sostanze quando il device è utilizzato correttamente ... Quindi mi direte ?!?
Se vi sorge spontanea questa domanda siete arrivati al punto a cui sono giunto anche io ...
La mia conclusione è che ben vengano determinate soluzioni se atte a migliorare un prodotto ad alto potenziale ma non è già abbastanza ciò che il mercato del vaping offre oggi ? Se il problema nasce dalle temperature incontrollate, potenziale causa della decomposizione della basi dei liquidi da inalazione, vedo soluzioni immediate e future altrettanto efficaci con ciò che già il settore offre, senza introdurre ulteriori variabili aleatorie.
Per l'immediato sto parlando del Controllo della Temperatura, argomento ampiamente trattato sia in questo blog che sul mio canale YouTube. Per il futuro, parlerei invece di standard, normative tecniche adeguate e conseguenti certificazioni atte a garantire determinate carattarestiche e qualità sia sull'hardware che sui liquidi da inalazione.
CONDIVIDI IL POST

LEGGI ANCHE ...


0 commenti:

Posta un commento

Fammi sapere cosa ne pensi !