venerdì 17 settembre 2021

Svapo. Cosa non possiamo fare su Youtube

Restrizioni, timori, dubbi, perplessità, soprattutto confusione. Cosa realmente Youtube raccomanda di non fare ai creators che parlano di svapo sui loro canali?
Il post raccoglie i principali estratti delle regole e norme che Yotube applica ed alle quali tutti i creators dovrebbero attenersi per evitare di cadere in "intoppi" (cancellazione dei video, limitazione dei video, sospensione o cancellazione del canale ...) e generare, talvolta volutamente, confusione.
L'intento non è alimentare campagne pro o contro Youtube. Il tentativo sarà semplicemente chiarire, con qualche ragionamento, ciò che le attuali normative e regole prevedono riguardo il tema vaping.

Perché lo svapo è limitato su Youtube

Youtube ha sede a San Bruno in California (Stati Uniti). Dopo San Francisco, anche Los Angeles e San Jose aderiranno al flavour ban. In più Youtube parla chiaro :
“ Le nostre Norme della community valgono in tutto il mondo, ma YouTube è disponibile in più di 100 paesi, quindi dobbiamo anche adottare procedure in linea con le leggi locali. ”

Non è Youtube a limitare lo svapo

Youtube è un'azienda, per l'esattezza parte di Google, acquisita da quest'ultima nel lontano 2005 per una cifra pari a 1,65 miliardi di dollari. Il solo fatturato nel 2020 è pari a 19,77 miliardi di dollari, circa l' 11% del totale di Google (181,7 miliardi di USD). Un'azienda di questa entità e patrimoni non può fare altro che adeguarsi alle legislazioni locali. Diversamente dovrebbe incorrere in sanzioni che danneggerebbero sensibilmente un introito così grande. Chi lo farebbe?
La legge italiana in merito ai prodotti del tabacco e derivati, parla piuttosto chiaro :
“ la propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da fumo, nazionale o estero è vietata, senza fare distinzioni tra pubblicità diretta e indiretta ”
Fermo restando che la ICE "Vaping is not Tobacco" non avrebbe risolto alcunché, perché la sigaretta elettronica è considerata al pari di un prodotto del tabacco? Per convenienza e, brutto e poco elegante affermarlo, ignoranza. Siccome la e-cig è considerata un dispensatore di nicotina, disponibile ad oggi in formato freebase od in sali entrambi derivati per processi di estrazione / reazione dalla pianta del tabacco, i liquidi da inalazione sono a tutti gli effetti etichettati come prodotti derivati.
Non è pertanto Youtube a fare le regole. Semplicemente si adegua ... Impopolare come scelta? Sbagliata? Impopolare sicuramente, in quanto il suo adeguarsi sta contribuendo a limitare la diffusione di un prodotto col potenziale di ridurre drasticamente la stima di 8.000.000 di vittime per anno dovute a complicazioni correlabili al fumo. Sbagliata non esattamente. Difende i propri interessi come farebbe una qualunque altra azienda.

Cosa non possiamo fare su Youtube?

Fatte le dovute premesse, passiamo all'oggetto del post.
Youtube non vieta assolutamente di svapare!. E' sufficiente accedere alle norme della community, per comprendere cosa in realtà non ci è consentito fare. In particolar modo :
“ Non pubblicare su YouTube contenuti che hanno lo scopo di vendere direttamente i prodotti e servizi regolamentati elencati di seguito, né contenuti che rimandano tramite link o facilitano l'accesso a tali prodotti e servizi. Rendere possibile la vendita di tali articoli o favorire l'utilizzo di tali servizi pubblicando link, indirizzo email, numero di telefono o altri mezzi per contattare direttamente un venditore non è consentito. ”
e tra i prodotti sono previsti la nicotina, inclusi i prodotti per sigarette elettroniche.
Non si parla di penalizzazione nell'indicizzazione ma di avvisi, un massimo di 3 nell'arco di 90 giorni, raggiunti i quali il canale verrà chiuso. Il canale potrebbe essere chiuso anche se avrà come unico scopo la violazione delle norme vigenti.

E la monetizzazione?

Il discorso in questo caso, avendo fatto le dovute premesse, sarà breve. La sezione relativa alla monetizzazione dice chiaramente :
“ Uno dei requisiti di idoneità principali per far parte del programma YPP è quello di rispettare le Norme sulla monetizzazione di YouTube, che includono le Norme della community, i Termini di servizio di YouTube e le Norme del programma Google AdSense. Tali norme non si applicano ai singoli video di un creator, bensì all'intero canale. ”
Il solo Google AdSense, servizio di advertising digitale di Google, non ammette alcuna forma di pubblicità o presunta tale legata a prodotti del tabacco ed ai suoi derivati. Una semplice ragione per la quale un canale che tratta vaping non può monetizzare.

Perché i contenuti che trattano lo svapo sono poco indicizzati?

Non credo esista una regola scritta. Semplicemente credo per una questione accomodante. Se i paesi che ospitano l'azienda non vedono di buon occhio il vaping perché dovrebbero farlo i finanziatori? La domanda è sempre la stessa. Chi sarebbe disposto a mettere in gioco cifre quali quelle indicate precedentemente per semplici ragioni legate alla salute pubblica? Giusto? Impopolare? Inutile ripetersi ...
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lunedì 13 settembre 2021

Il "fumo" di e-cig fa male alla circolazione anche se assunto occasionalmente ...

Il fumo di e-cig fa male alla circolazione anche se assunto occasionalmente. E' quanto afferma una ricerca presentata alla European Respiratory Society da Gustaf Lyytinen, medico presso l'ospedale di Helsingborg e ricercatore presso il Karolinska Institute di Stoccolma.

Il fumo di e-cig ... Dove ho appreso la notizia.

La notizia l'ho appresa recentemente da notiziescientifiche.it e ok-salute.it. Mi ha incuriosito perché, essendo io soggetto ad ipertensione essenziale, sono particolarmente sensibile a questo genere di tematiche.

Il fumo di e-cig. Lo studio ...

Entrambe gli articoli non riportano alcun riferimento allo studio originale. Mi sono quindi preso "la briga" di cercarlo in rete. Di seguito quanto sono riuscito a reperire, un estratto da k4.ersnet.org, consultabile selezionando il link con codice OA2576 :
Electronic cigarettes containing nicotine increase thrombotic activity and impair microcirculation.
Gustaf Lyytinen, Amelie Bryndal, Erik Anesäter, Lukasz Antoniewicz, Anders Blomberg, Håkan Wallen, Jenny Bosson, Linnea Hedman, Fariborz Mobarrez, Sara Tehrani, Magnus Lundbäck
Background and aims: Electronic cigarette (EC) vaping is increasingly popular despite growing evidence of adverse health effects. To further evaluate the impact of EC use on vascular health we have investigated effects of acute EC inhalation on haemostasis and microcirculation in healthy volunteers.
Methods: The study was performed in a double-blinded randomised crossover fashion. Twenty-two healthy young occasional tobacco users inhaled 30 puffs of EC with or without nicotine with a wash-out period of one week. Blood samples were collected at baseline, 15 and 60 minutes following exposure and analysed with Total-Thrombus-formation analysis system. Two different chips, simulating fibrin-rich thrombus formation and platelet thrombus formation, were used. Microcirculation was assessed at baseline and 30 minutes after exposure by laser speckle contrast imaging and iontophoresis of acetylcholine and sodium-nitroprusside (SNP) to evaluate the endothelium-dependent and -independent pathways.
Results: EC exposure with nicotine had several impacts compared to non-nicotine EC: Platelet thrombus formation and fibrin-rich thrombus formation increased significantly after 15 minutes (p=0.011 and p=0.035 respectively) following exposure and normalized after 60 minutes. Moreover, peak SNP-mediated microvascular flux, i.e. endothelium-independent vasodilation, was reduced following EC vaping with nicotine (p=0.009).
Conclusions: Thirty puffs of EC vapour with nicotine have acute adverse effects on thrombotic activity and endothelial independent microcirculation in healthy volunteers. No compelling effects of EC vaping without nicotine was observed, indicating nicotine as the main culprit.

Causa ed effetto ...

Lo studio prevede una dettagliata analisi degli effetti. Ma le cause? Affermare che la sola nicotina produca questo genere di pericoli per la salute non è a mio avviso corretto. Ritengo, senza un dettaglio delle possibili cause, le affermazioni presenti nella parte conclusiva incomplete. Lo studio non riporta informazioni essenziali quali :
  • Il range dei Watt utilizzato per le sessioni di svapo
  • Il modello del device utilizzato per la ricerca
  • La composizione del liquido da inalazione utilizzato
  • La concentrazione di nicotina contenuta nel liquido
  • La tipologia di nicotina utilizzata
  • La distinzione in funzione dell'età e delle caratteristiche fisiche dei soggetti esaminati

La quantità costituisce il "veleno" ...

Una potenza (Watt) più o meno elevata produce una differente quantità di vapore (non di fumo!). Il fenomeno causa di conseguenza, a parità di concentrazione di nicotina, un differente assorbimento della sostanza da parte dell'organismo.
La composizione del liquido, soprattutto in termini di concentrazione e tipologia di nicotina, è causa di un assorbimento differente della sostanza stessa.
Il mercato, ad oggi, propone differenti tipologie di nicotina :
  • Freebase
  • Sali
  • TFN (Tobacco Free Nicotine)
La nicotina freebase è stata ideata dalle compagnie del tabacco per aumentare l'effetto di dipendenza che la stessa sostanza non avrebbe allo stato puro. I sali di nicotina, utilizzati in alcuni modelli di pod, sono ottenuti tramite reazione chimica. Trovano campo di applicazione in devices a basse prestazioni con l'obiettivo di garantire il fabbisogno della sostanza da parte dell'utilizzatore. La TFN, a differenza dei primi 2 casi, è una tipologia di nicotina sintetizzata, non ricavata dal tabacco. Elimina pertanto tutte le impurità residue dovute ai classici processi di estrazione.
Ho sviscerato soltanto alcuni dei punti sopra indicati per far comprendere l'incompletezza delle affermazioni riportate dallo studio.

Alcune considerazioni

Ognuna delle cause sopra elencate può essere oggetto di un assorbimento più o meno incisivo della nicotina da parte dell'organismo. L'affermazione a cui giunge in conclusione lo studio equivarrebbe a dire che "l'acqua causa annegamento". Se non si dettagliano le condizioni, lascia il tempo che trova ...
Parrebbe di essere dinnanzi all'ennesima informazione incompleta, potenziale causa di mala informazione, i cui reali effetti possono soltanto essere un rallentamento della diffusione di uno strumento ad oggi riconosciuto, da buona parte della comunità scientifica, a rischio notevolmente ridotto rispetto al fumo tradizionale. Un aiuto od una alternativa per coloro i quali non riescano ad abbandonare il fumo con i metodi tradizionali o non abbiano intenzione di farlo. La sigaretta elettronica ha l'alto potenziale di poter ridurre drasticamente le circa 8.000.000 di vittime per anno dovute a complicazioni correlabili al fumo di tabacco.
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martedì 7 settembre 2021

Svapo world. Non perdiamo il passo ...

sigaretta elettronica
Qualche settimana di assenza aiuta a rinfrescare la mente; di contro si perde il passo e non è ciò che vogliamo. Rimbocchiamoci le maniche e recuperiamo!
Un po di ferie e di meritato riposo lontano da impegni e passioni mi hanno aiutato a rigenerarmi. Nel contempo ho constatato come il vaping non sia un contesto in fase di stallo. Tanta "carne sul fuoco". Quindi rimbocchiamoci le maniche e recuperiamo il passo!
In tutta onestà, durante questo piacevole periodo di ferie, non sono stato totalmente con le mani in mano. Piattaforme quali Twitter e Quora mi sono state di fondamentale aiuto. La prima per tenermi aggiornato essendo fonte di continue notizie riguardo il tema vaping mentre, la seconda, per comprendere quanto le persone, i fumatori in particolare, siano, loro malgrado, male informati o non informati riguardo il tema della riduzione del danno e le alternative a rischio ridotto.

Come procederò?

Le idee sono parecchie. Per ora preferisco focalizzare i prossimi post e video correlati su 2 temi :
  • La nicotina
  • Lo svapo ed i giovani
Parallelamente raccoglierò le domande che mi sono state poste dai fumatori su Quora e dedicherò un post a quelle più interessanti e meritevoli di un approfondimento. Non saranno sicuramente novità per i vapers navigati, ma sicuramente uno spunto da potere condividere con quanti potrebbero avere intenzione di approcciare i sistemi a rischio ridotto per abbandonare il fumo ma non lo stanno facendo perché sommersi da pericolose fake news che, ad oggi, li mantengono attaccati al pacchetto di sigarette.

Restate sintonizzati!

Seguirmi è semplice. Sono presente sulle principali piattaforme social ed aggregatori quali :
Sono tutte piattaforme interconnesse. Fate la vostra scelta!

Un pò di me ...

Se nel mentre desiderate togliervi la curiosità su dove sono stato in vacanza, il video qui sotto riassume in meno di un minuto le mie ferie. A presto!
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martedì 17 agosto 2021

Svapo in controllo della temperatura. Giochiamo con i nostri liquidi

Un metodo alternativo per verificare con maggiore accuratezza la bontà delle nostre build realizzate per svapare in controllo della temperatura.

Prima due parole

Il controllo della temperatura è una opzione ormai presente nella maggior parte delle box in commercio dotate di circuito. Alcune di queste presentano ancora evidenti lacune in merito ed è sempre saggio, prima di avventurarsi, sincerarsi del corretto funzionamento. A tale proposito consiglio canali Youtube quali il mio o se si cercano maggiori dettagli sui prodotti, il canale del Principato dello Svapo. A differenza di quanto potete trovare proposto nelle mie playlist dedicate, più accentrate alla teoria e test pratici, i video del suo canale sono spesso concentrati sulla accurata e competente "vivisezione" dei devices, quindi assolutamente stra-consigliato!

Svapo in controllo della temperatura. Cosa ho combinato?

Quando un tema mi appassiona cerco sempre di approfondirlo e talvolta andare oltre. E' ormai un annetto buono che mi dedico allo svapo in TC, ed apprese le nozioni fondamentali senza troppa fatica, vuoi anche per la mia formazione professionale, ho cercato di andare al di là di quanto sapientemente trasmesso e divenuto riferimento per tutti. Parlo dei test canonici che "i più anziani" hanno trasmesso a noi novizi.
Servendomi del prezioso aiuto di qualche amico/collega di formazione chimica, sviluppando "qualche equazione", sono riuscito a ricavare le temperature di inizio ebollizione delle miscele che caratterizzano i liquidi da svapo, partendo dalle seguenti ipotesi :
  1. Non siamo in condizioni di miscele azeotropiche.
  2. La nicotina, viste le basse concentrazioni, non varia sensibilmente la temperatura di ebollizione della miscela.
  3. L'aroma, viste le concentrazioni medie consigliate ed ipotetiche caratteristiche, non varia la temperatura di ebollizione della miscela.
Unendo "qualche fondamento di chimica" (materia a me non proprio familiare. Grazie colleghi!) e le ipotesi appena citate, si giunge alla conclusione che a condizionare maggiormente la temperatura di ebollizione dell'e-liquid, sono i componenti principali, non solo per le concentrazioni mediamente più elevate ma anche per le loro proprietà.
Sto parlando di :
  • Glicole Propilenico (PG boiling point 188 °C a pressione atmosferica)
  • Glicerolo Vegetale (VG boiling point 290 °C a pressione atmosferica)
  • Acqua bidistillata (AD boiling point 100 °C a pressione atmosferica)
Questo mi ha permesso di ricavare la tabella con le temperature di ebollizione, in funzione delle variazioni di composizione della base, che potete trovare rappresentata di seguito, oppure scaricare andando nel primo commento o descrizione del mio ultimo video.
temperature ebollizione liquidi sigaretta elettronica

Come si usa la tabella? Come eseguire una prova?

Utilizzare la tabella è davvero semplice! E' sufficiente spostarsi sulla riga corrispondente alla composizione della base del proprio e-liquid, in termini di concentrazione (%) di PG, VG ed Acqua e segnarsi la temperatura di inizio ebollizione corrispondente (indicata come boiling point). Sul "come eseguire una prova" vi rimando al mio ultimo video. Comunque nulla di diverso rispetto ad una prova canonica con Acqua o PG.

Quali vantaggi?

Il vantaggio principale riguarda l'accuratezza. Dando per scontata la corretta composizione della base, potremo verificare la bontà della nostra build per il TC direttamente con il liquido che utilizzeremo, avvicinandoci maggiormente alla temperatura di taglio. Portando un esempio. Una canonica prova con solo Glicole Propilenico si fermerebbe intorno ai 190 °C. Se invece sostituiamo questo con un liquido preparato su base 50% PG e 50% VG, la temperatura di riferimento sarà circa 210°C.
Un altro vantaggio è la praticità. L'e-liquid è sempre con noi! Potremo quindi eseguire una prova accurata in un qualsiasi momento di svago, anche senza avere a disposizione i "boccioni" di Acqua bidistillata e PG.

Il vostro riscontro è importante!

Come già detto nel video correlato al post, invito a scaricare la tabella e fare le vostre prove. Potrete lasciarmi un feedback direttamente nei commenti del video, qui di seguito al post o contattarmi tramite email. Con il vostro contributo potrebbe in futuro uscire qualcosa di davvero interessante. Ma non anticipo nulla ...
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venerdì 6 agosto 2021

Sigaretta elettronica. La standardizzazione può essere la soluzione?

Innovazione, ricerca continua. Spesso però ci si lamenta che mancano gli standard ...

Cosa stiamo paragonando?

In generale il confronto viene fatto tra il processo di combustione di un solido, proprio dei prodotti a tabacco combusto quali la classica sigaretta, ed il processo di evaporazione di una miscela liquida che caratterizza il principio su cui si basa la sigaretta elettronica. Brevemente si intende.

Combustione

E' una reazione chiminca esotermica (che produce energia rilasciata sotto forma di calore), che avviene dall'ossidazione di una sostanza detta combustibile, da parte di un'altra sostanza, detta comburente (fonte : www.treccani.it).
Più in generale, è una reazione così violenta da consentire direttamente il passaggio dallo stato solido a quello gassoso.
Nel processo di combustione del tabacco, alcune sostanze bruciano completamente, altre passano inalterate, altre ancora vengono modificate più o meno profondamente dal calore determinando la formazione di centinaia di composti volatili. Per i più curiosi lascio l'elenco aggiornato della US Food & Drug Admistration (FDA).

Evaporazione

Nel caso della sigaretta elettronica si parla di evaporazione di una miscela liquida, composta da più elementi. Nel caso specifico :
  1. Glicole Propilenico di grado farmaceutico
  2. Glicerolo Vegetale di grado farmaceutico
  3. Eventuale acqua bidistillata
  4. Aromi naturali derivati o sintetizzati
  5. Eventuale nicotina
Le componenti che influenzano maggiormente il punto di ebollizione della miscela sono i primi tre. Il glicole propilenico ed il glicerolo vegetale in particolare, presentano punti di ebollizione tra loro distanti. Il primo bolle ad una temperatura pari a 188 °C ad una atmosfera di pressione mentre il secondo, a parità di pressione, presenta una temperatura di ebollizione pari a 290 °C. Per bilanciare la miscela, ovvero portare la sua temperatura di ebollizione vicina a quella del componente più leggero (il glicole propilenico), è sufficiente una piccola percentuale di acqua bidistillata.
sigaretta elettronica evaporazione liquido
La tabella di esempio illustra come il solo 10% di acqua bidistillata avvicini il punto di ebollizione della miscela acqua + glicerolo al punto di ebollizione del glicole propilenico e come allontani, nel caso della miscela acqua + glicole, il punto di ebollizione della miscela da quello del glicole propilenico.
La premessa è dovuta perché sostenere che l' intera miscela evapori può confondere. Infatti ciò che va evitato è l'ebollizione dell'intera miscela, in quanto il glicole propilenico, più supererà il proprio punto di ebollizione e maggiormente degraderà, dando origine a crescente concentrazione di sottoprodotti quali la formaldeide. Il glicerolo vegetale, nell'intorno dei 230 °C, raggiunge il punto di fumo, superato il quale darà anch'esso origine a sottoprodotti quali l'acroleina. Come nel caso del glicole, la concentrazione dei sottoprodotti aumenterà più ci si allontanerà da tale punto.
Il vantaggio dell'evaporazione di una miscela rispetto alla combustione di un corpo solido, è che non essendo un processo "violento" è meglio gestito. Si avrà una minore presenza di sottoprodotti ed un degrado più lento dei componenti, quindi più semplice da controllare.

Stiamo confrontando le mele con le patate?

Ebbene credo fermamente di SI! Soltanto quanto appena descritto, anche se in modo molto semplificato, dovrebbe lasciare intuire l'ampio margine a livello di sostanze dannose per l'organismo che vige tra il fumo di sigaretta ed il vapore della sigaretta elettronica.
Prendendo come esempio la formaldeide, è presente sia nel fumo di sigaretta che nel vapore della sigaretta elettronica. Ma la concentrazione della sostanza nel secondo caso è quasi comparabile a quella presente nell'ambiente che ci circonda in questo istante, salvo casi limite di utilizzo improprio del device. Suggerisco un post pubblicato in passato per chi necessitasse approfondimenti.

A cosa servono allora gli studi?

Lo scopo degli studi riguardo il tema della riduzione del danno è molteplice. Sono necessari come conferma di una tesi; servono nell'ottica di un continuo miglioramento e, non per ultimo, a contrastare l'onda di disinformazione che ruota intorno al tema stesso.
A tale proposito il CoEHAR (Centro di Eccellenza Internazionale per la Ricerca sulla Riduzione del Danno da Fumo), opera seguendo la linea appena descritta. La ricerca continua che sta conducendo pare permetterà metodi di analisi sempre più accurati per consentire la verifica e rilevazione periodica dell'ampio divario di cui abbiamo parlato fino ad ora. In particolare l'ultimo studio condotto, oltre indicare ancora una volta la sigaretta elettronica come strumento meno dannoso, suggerisce diversi test di laboratorio in alternativa od affiancati a quelli tradizionali, nell'ottica di riscontri più accurati.

Standardizzare la sigaretta elettronica

Vedo la standardizzazione come una semplificazione. Dove può portare vantaggi? Sicuramente nell'ambito della ricerca, in quanto si avrebbe sempre meno a che fare con un mercato variegato come quello attuale, come anche alle multinazionali, in particolar modo quelle del tabacco, che avrebbero la strada spianata ed entrerebbero "a gamba tesa" sul mercato, prendendone le redini. Un vantaggio? No, a mio avviso. Perché? Rinfreschiamoci tutti la memoria con questo breve documentario ...
Come potremmo affidarci totalmente a chi fino a non più di qualche decennio fa divulgava "fandonie" riguardo i potenziali danni che il proprio prodotto poteva causare all'organismo? Comprensibile la difesa del proprio business, ma se oggi ci troviamo a dover parlare di riduzione del danno e faticare ad abbandonare la cultura del "fumare fa figo", che porta ancora all'attivo 8.000.000 di vittime all'anno nel mondo, è soprattutto grazie alle stesse compagnie che ora si propongono come "paladine della buona salute" con i riscaldatori di tabacco o farmaci dai "miracolosi prodigi".

Normare assolutamente! Ma prima il buon senso ...

Delle chiare normative le ritengo sacrosante. Sarebbe sciocco vedere il "male" soltanto presente da un lato. Non nascondo il dubbio che i "paladini della buona salute" si nascondano da entrambe le schiere. Come è anche vero però vi sono parecchie aziende di settore che hanno concentrato e stanno concentrando le loro risorse, il loro business sul tema della riduzione del danno.
Ciò che non mi spiego è dove risieda la reale difficoltà nell'applicare concetti basilari; comprendere che il sistema chiuso può essere una soluzione per molti ma non per tutti. Il mercato, le innovazioni, non sono nate grazie ai sistemi chiusi. Se ci si fosse basati soltanto su queste tecnologie saremmo ancora a quei dispositivi di dubbia validità ed aiuto che erano venduti come prodotti da banco nelle farmacie o dai tabaccai ... Quante persone smisero di fumare con quei prodotti? Quante sono oggi invece le persone che hanno sostituito un vizio devastante con uno molto meno dannoso? Circa 98.000.000. Un numero ancora irrosorio, sull'intera popolazione mondiale, ma in significativa crescita se paragonato alla precedente stima che parlava di 70.000.000 di utenti.
Nel 2021 ritengo assurdo non riuscire a definire limiti di batteria e linee guida soprattutto, per un utilizzo ottimale del sistema sigaretta elettronica. Si, stiamo parlando, e lo ribadisco ancora una volta, di un sistema! Concentrare le risorse su un qualcosa di così innovativo e nel contempo semplice, non credo dovrebbe comportare grosse difficoltà ne sacrifici. La fisica e la chimica su cui è basato dovrebbero essere chiare a tutti gli uomini di scienza ed agli addetti al settore. Riusciamo a contare gli esopianeti e non riusciamo a definire delle chiare linee guida per l'utilizzo corretto di un dispositivo così semplice alla base? ASSURDO!
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lunedì 2 agosto 2021

WHO report on the global tobacco epidemic. Proviamo a rispondere ...

WHO report 8 on global tobacco epidemic
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) parte nuovamente all'attacco con l'ottavo "Report on the global tobacco epidemic", indentificando sistemi alternativi di ultima generazione, quali la sigaretta elettronica, come fonte di danno e minaccia per future dipendenze.
Per qualsiasi dettaglio riguardo l'ottavo report on the global tobacco epidemic consiglio l'interessante articolo del blog fumonegliocchi.it. L'obiettivo qui è invece discutere riguardo alcuni dei punti salienti del report, in quanto oggetto di forti e meritatissime critiche.

La nicotina crea una forte dipendenza

Falso! Nei comuni prodotti a tabacco combusto quali le sigarette, sono presenti additivi che accentuano l'effetto della nicotina sull'organismo, quindi la dipendenza dalla stessa sostanza. Vediamone alcuni :
  • L'acetone : aumenta l'effetto di dipendenza della nicotina. La quantità di acetone presente nel filtro di una sigaretta fumata è pari per alcune marche a quella utilizzata per rimuovere lo smalto per unghie.
  • L'ammoniaca e l'urea : accelerano e prolungano l'effetto della nicotina. L'ammoniaca ha effetti irritanti sulla pelle umida e sulle mucose e danneggia i polmoni.
Nel fumo di sigaretta si trovano fino a 4800 sostanze chimiche (derivati della combustione); gli additivi in particolare si trasformano in nuovi composti, causa in parte di effetti cancerogeni ed in parte di dipendenza (fonte : www.coolandclean.ch).
L'affermazione corretta sarebbe quindi dire che la nicotina crea dipendenza. Se non trattata come nel caso delle comuni sigarette, sicuramente in modo meno marcato. A dimostrazione lo studio condotto Dott. Nicky Rycroft, vicedirettore della divisione di psicologia presso la School of Applied Sciences e membro del Center for Addictive Behaviors Research presso LSBU.
La parte conclusiva dello studio riporta che :
"Se le sigarette elettroniche non causassero alcuna dipendenza, è improbabile che i fumatori passerebbero con successo dall'uso del tabacco allo svapo".
Ed aggiunge inoltre :
"Se viene offerta una scelta di denaro o l'accesso ai loro prodotti, i fumatori sceglieranno sempre le sigarette, mentre in determinate circostanze i vapers a volte sceglieranno il denaro. Dato che la tossicodipendenza è caratterizzata dal fare tutto il necessario per accedere alla sostanza, questi risultati suggeriscono che lo svapo crea meno dipendenza del fumo".

I sistemi di somministrazione elettronica di nicotina sono dannosi e devono essere regolamentati meglio

Affermazione a mio avviso volutamente mal posta, che comunque riporta una verità. Non è mai stato negato il potenziale danno che tali sistemi possono recare all'organismo. Ma la prima domanda che ci si dovrebbe porre è "quanto" ...
A tale proposito rimando ad un recente studio, oggetto di un precedente post, dove vengono analizzati e confrontati biomarcatori di infiammazione e stress ossidativo tra gruppi di fumatori, di non fumatori e di vapers. Di seguito l'estratto della parte conclusiva :
"Gli utenti esclusivi di sigarette elettroniche hanno concentrazioni di biomarcatori simili a quelle degli ex fumatori che attualmente non usano tabacco e inferiori a quelle dei fumatori esclusivi di sigarette".
A completamento di quanto affermato finora le analisi commissionate da La Tabaccheria (tra i principali produttori italiani di aromi estratti dal tabacco) al gruppo Maurizi, una delle principali realtà italiane nel campo della consulenza per la Sicurezza Alimentare, Ambientale e sul Lavoro.
Una chiara dimostrazione di trasparenza e sensibilizzazione verso il tema della riduzione del danno.

Non perdiamo altro tempo ...

Il rapporto dell'OMS pare raccogliere un insieme di affermazioni prive di fondamento ed ambigua veridicità. Come già accaduto con il rapporto dello SCHEER, che la Commissione Europea presenterà come elemento di discussione del piano anti-cancro e della nuova versione della TPD in parlamento, risulta carente di fondamenti scientifici aggiornati alla base. In particolar modo trascura anch'esso l'elemento cardine per uno "smoke free world" (un mondo libero dal fumo), l'alternativa. Restrizioni troppo severe, proibizioni, portano ad oggi ancora 8.000.000 di vittime all'anno nel mondo per complicazioni derivanti dal fumo. La riduzione dei rischi fumo correlati dovrebbe essere il fulcro. Spostare un mercato come quello del tabacco combusto verso soluzioni alternative a danno ridotto richiede grandi sforzi, comprensibile; continuare a "giocare" però con la salute pubblica può comportare conseguenze ben peggiori se paragonate ai soli interessi economici.
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lunedì 26 luglio 2021

Quali sono i danni che provoca la sigaretta elettronica? Vi risponde uno studio ...

danni sigaretta elettronica
E' frequente la domanda riguardo i rischi legati all'utilizzo della sigaretta elettronica. Proviamo a rispondere ...

E' un sistema per la riduzione del danno!

La sigaretta elettronica riduce sensibilmente i rischi (od in gergo "il danno") legati al consumo costante di prodotti a tabacco combusto. Non è una cura ma aiuta a prevenire il progredire dei danni causati dal fumo. E' quindi da non consigliare a chi non fuma. Perderebbe senso l'utilizzo. Se si è invece fumatori, si sono tentate varie strade per smettere o non si ha intenzione di farlo, la e-cig potrebbe allora dimostrarsi una più che valida alternativa.
Parecchi studi dimostrano l'efficacia del device sia in termini di riduzione dei rischi fumo correlati che come mezzo per smettere di fumare.
Il post di oggi per descrivere un ulteriore studio, pubblicato su pubmed, che conferma l'efficacia della sigaretta elettronica come strumento per la riduzione del danno.

Biomarcatori di infiammazione e stress ossidativo tra ex fumatori adulti e attuali utilizzatori di sigarette elettroniche. Risultati dello studio Wave 1 PATH

Lo scenario prevedeva un totale di 3.712 partecipanti adulti che comprendevano fumatori abituali, utenti duali (fumatori che alternano la sigaretta elettronica alle classiche sigarette), ex fumatori che utilizzavano esclusivamente la e-cig, ex fumatori che non utilizzavano alcun ausilio e non fumatori (persone che non avevano mai consumato prodotti del tabacco).
Lo studio ha messo a confronto, tra i gruppi di partecipanti, vari indicatori (biomarcatori) :
  • Proteina C-reattiva (PCR) : un indice d'infiammazione prodotto principalmente a livello epatico in risposta, nel caso specifico, a stimoli quali agenti nocivi.
  • Interleuchina-6 (IL-6) : agisce come citochina multifunzionale, sia pro-infiammatoria, sia anti-infiammatoria.
  • Fibrinogeno : una glicoproteina plasmatica sintetizzata dal fegato che ha lo scopo di favorire la coagulazione del sangue. L'aumento dei valori di fibrinogeno è associato a un rialzo del rischio cardiovascolare.
  • Molecola di adesione intercellulare solubile-1 (sICAM-1) : identificata come marcatore per l'esito di infezione acuta del tratto respiratorio.
  • F2 -isoprostano : un marcatore di stress ossidativo.
I risultati hanno confermato in generale una ridotta presenza di biomarcatori tra tutti i gruppi confrontati con il gruppo dei fumatori esclusivi, fatta eccezione del F2 -isoprostano, che risultava in maggiore concentrazione negli utenti duali, rispetto agli altri gruppi ed agli stessi soli fumatori. La concentrazione di F2-isoprostano è invece diminuita nel tempo dalla cessazione del fumo sia tra gli utenti esclusivi di sigarette elettroniche come tra gli ex fumatori che non usavano tabacco.
La conclusione dello studio afferma che :
"Gli utenti esclusivi di sigarette elettroniche hanno concentrazioni di biomarcatori simili a quelle degli ex fumatori che attualmente non usano tabacco e inferiori a quelle dei fumatori esclusivi di sigarette".

Se non dovesse bastare ...

Come ulteriore approfondimento o conferma, suggerisco la visione del video correlato al post (vedi sotto ...). Riporta i risultati di un'altra ricerca commissionata per conto di LIAF (Lega Italiana Anti Fumo) ad Abich (azienda che tra i vari servizi fornisce consulenza tra cui: formulazione e sviluppo, assistenza regolatoria e valutazioni tossicologiche), commentati da professionisti in medicina, quindi non gente comune come il sottoscritto.
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